Elba: Code, disagi e caos all’ufficio postale.
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fonte:
- il Tirreno
Un cliente infuriato ha fatto intervenire gli agenti del commissariato
PIOMBINO. Code, disagi. Come sempre. Ieri mattina acceso diverbio tra un dipendente dell’ufficio postale di via Volta e un cliente che doveva ritirare una raccomandata. Parole grosse, una telefonata al commissariato. Poi, ad accordo trovato, la protesta è in qualche modo rientrata. Anche se ritirare una raccomandata – o pagare un bollettino – resta sempre un’avventura e, come minimo, ci vuole più di un’ora. La discussione animata al bancone delle poste, intorno alle 10, ha visto coinvolti un impiegato e un cliente. Però c’è un antefatto. Le origini del problema affondano nel mercoledì pomeriggio quando era stato il padre dell’utente, ottantenne, a ritirare, sempre in via Volta, insieme ad un pacco anche un altro avviso. Proprio con questo secondo documento il figlio chiamato in causa si era presentato all’ufficio competente (prendendo qualche ora di permesso dal lavoro). Tanta gente in attesa per il ritiro di raccomandate o pacchi e una sola cassa aperta. Tre le casse attive per i bollettini e nessun cliente. Il signore è sbottato e ha chiesto di accelerare le operazioni. Ha fatto chiamare il direttore. Quando poi è stato il suo turno, visto che sulla raccomandata era segnalato l’orario di ritiro dopo le 18.30, all’applicazione alla lettera del regolamento, non ci ha visto più. Grazie all’intervento degli uomini della polizia di stato la cosa si sarebbe risolta. Il piombinese si riserva il diritto di fare un esposto al commissariato e di rivolgersi al Codacons, l’associazione che difende i diritti dei consumatori. Le difficoltà e i ritardi sono giornalieri, in qualunque ufficio postale della città. I pensionati hanno modo di passare del tempo, leggere il giornale, fare due chiacchere. Per chi deve andare a lavorare o mandare avanti casa e famiglia le lunghe file hanno poco senso. Ha scritto al giornale ieri, via mail, Antonino Savarese: "L’8 maggio sono andato alla posta per ritirare una raccomandata verso le ore 13.30. C’era una fila interminabile e circa 50 numeri davanti al mio. – prosegue – Un solo sportello addetto a consegnare le raccomandate, solo più tardi se ne è aperto un altro. Morale un’ora e mezzo di attesa per ritirare una raccomandata! Con tanti sportelli disponibili è mai possibile che non ci si organizzi per accelerare la consegna riducendo assurdi tempi di attesa! Spesso mi trovo passare davanti all’ufficio postale, scene identiche, gente in attesa dentro e fuori. Come fare per porre rimedio? – conclude – Cittadini che pagano puntualmente le tasse non meritano questi trattamenti". Non vanno giù le file, né i numeri d’accesso con le lettere (molte persone fanno ancora confusione), né il dover pagare – nonostante tutto – 50 centesimi per ritirare un pacco o i 52 per la raccomandata.
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