5 Novembre 2011

È cominciata la nuova vita di Cassano  

È cominciata la nuova vita di Cassano
 

MILANO – Il futuro di Antonio Cassano è meno buio. L’ operazione al cuore eseguita ieri mattina al Policlinico di Milano è riuscita. Ora si tratta di capire quando Fantantonio potrà calcare di nuovo il prato di San Siro. L’ intervento è «andato molto bene e tutto si è svolto per il meglio», ha confermato il cardiologo dell’ Irrcs Policlinico San Donato, scelto dal Milan per la chiusura del forame ovale pervio (Pfo) riscontrato nel giocatore, Mario Carminati. Secondo i medici, questa anomalia cardiaca piuttosto comune – riguarda il 25-30% della popolazione – è l’ unica causa «apparente» dell’ ischemia cerebrale che ha colpito Fantantonio nella notte tra sabato e domenica, dopo i numerosi esami effettuati sul giocatore. Ma gli accertamenti medici, di sicuro, non termineranno qui. Iniziato poco dopo le 8 di mattina, l’ intervento è durato 33 minuti al primo piano del padiglione Sacco. Il Policlinico ha messo a disposizione della società di via Turati (e del medico «esterno» Carminati) la sala operatoria del reparto di Cardiologia dell’ ospedale. «Non si è trattato di un vero intervento chirurgico – precisa Carminati, uno dei più grandi esperti europei in materia di difetti cardiaci congeniti -, bensì di emodinamica interventistica, una tecnica meno invasiva. È stata punta la vena femorale e da lì si è introdotto un catetere fino all’ interno del cuore per posizionare un dispositivo in grado di chiudere la comunicazione anomala esistente fra i due atri. Questa procedura viene eseguita soprattutto su persone giovani in cui avviene un’ ischemia cerebrale di natura imprecisata, senza alcun altro apparente fattore di rischio». Il successo dell’ operazione non ha comunque fatto calare le preoccupazioni dei tifosi sull’ avvenire di Fantantonio. L’ ottimismo che regna al Policlinico è dovuto soltanto alla letteratura e alla statistica, come conferma Nereo Bresolin, primario del reparto di Neurologia, dove Cassano è rimasto ricoverato per tutta la settimana. «È probabile – ha affermato Bresolin – che il problema sia risolto in maniera definitiva». Probabile, ma non sicuro. Forse addirittura soltanto un’ ipotesi. Cassano dovrebbe essere dimesso tra domani e lunedì, mentre oggi sarà sottoposto a un’ ecografia cardiaca, come da prassi. Successivamente, dovrà osservare un periodo di riposo completo, compreso tra le tre e le cinque settimane. Prima di quattro o sei mesi, quindi, non sarà possibile rivederlo «segnare sotto la Sud», come si auguravano i tifosi che martedì avevano esposto uno striscione davanti all’ ospedale, in via Francesco Sforza. Durante questo semestre, Cassano si dovrà curare con farmaci antiaggreganti (cardioaspirina). Fino a che sull’ ombrellino (fatto in nitinol e di 2,5 centimetri di spessore) non si andrà a creare un velo di cellule tale da rendere il «tappo» metallico parte integrante dell’ organismo. Nel frattempo, il fantasista del Milan potrà correre e prepararsi fisicamente, a condizione di evitare ogni genere di trauma o scontro di gioco. Niente partite e partitelle, insomma. Ma tanti esami: dopo uno, tre e sei mesi, Fantantonio dovrà sottoporsi a regolari ecografie di controllo, oltre a un doppler intracranico per verificare la chiusura completa del forame ovale. Da valutare, poi, l’ idoneità sportiva. All’ estero non ce ne sarebbe bisogno, ma in Italia le regole sono più severe. Ora resta da capire chi e quando dovrà decidere sull’ abilitazione al ritorno all’ attività agonistica di Cassano. Lo ha chiesto, ieri, l’ associazione dei consumatori Codacons, che ha presentato un esposto alla Procura di Roma e a quella della Figc, in cui ha invitato a «predisporre tutti i controlli necessari ad accertare se nel caso di specie siano sussistite responsabilità da parte dei medici sportivi della società, della Lega e della Figc, sul riconoscimento dell’ idoneità agonistica obbligatoria di Antonio Cassano». Dalla sua, Totò ha la forza e l’ ottimismo, cresciuti giorno dopo giorno dopo lo spavento iniziale. L’ umore ieri era ottimo, il suo come quello dei suoi cari. Da mamma Giovanna alla moglie Carolina, ieri finalmente sorridente.  RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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