8 Agosto 2013

Efsa, in dieci anni prodotti 2.500 pareri

Efsa, in dieci anni prodotti 2.500 pareri

Emanuele Scarci PARMA Dieci anni vissuti intensamente, tra successi e veleni. Nel 2003 Parma superò sul filo di lana Helsinki quale sede dell’ Autorità della sicurezza alimentare europea (Efsa). In questo decennio l’ Agenzia ha prodotto una montagna di lavoro: 2.500 pareri sui pesticidi, sulle malattie delle piante e sul benessere animale, sull’ impiego degli Ogm, sui rischi microbiologici, sull’ uso di sostanze chimiche e di additivi. Ci sono stati però anche scivoloni e critiche: dal palese conflitto d’ interesse di alcuni membri scientifici alla vicenda dell’ aspartame fino alla truffa della carne di cavallo i detrattori non hanno perso un colpo per sottolinearne «la scarsa utilità», a cui però l’ agenzia ha sempre risposto sostenendo di agire nei limiti del mandato europeo che è quello di «fornire pareri scientifici e una comunicazione trasparente per garantire la sicurezza alimentare e la protezione ai consumatori». Critiche anche per i costi di funzionamento dell’ Efsa: budget 2014 79 milioni per 484 addetti (ieri però il centralino e l’ ufficio stampa non hanno risposto per tutto il giorno). Il reddito medio pro capite è di 83mila euro l’ anno. La sede di Parma è costata 38 milioni. Il momento peggiore è stato tra il 2009 e il 2012: dall’ Agenzia europea escono la belga Suzy Renckens, membro del gruppo di esperti sugli Ogm, per un ingaggio alla società biotech Syngenta, ed è costretta alle dimissioni anche Diana Banati, presidente del Cda dell’ Efsa, dopo aver assunto la direzione di una fondazione europea finanziata dall’ industria biotecnologica. «Il nodo però è stato sciolto – sostiene il direttore dell’ Efsa Catherine Geslain-Lanéelle – grazie a una dichiarazione annuale di interessi nella quale i nostri membri spiegano per chi lavorano, per chi hanno lavorato e di che cosa si stanno occupando. Ogni anno esaminiamo 8 mila dichiarazioni per vedere se esistono conflitti di interesse». Sull’ aspartame l’ Efsa è stata accusata di lentezza ingiustificabile mentre la scorsa primavera dopo lo scandalo della carne di cavallo mescolata nel manzo il Codacons ha presentato un esposto chiedendo quale fosse «il ruolo dell’ Autorità europea per la sicurezza alimentare. E come non abbia saputo prevenire uno scandalo di tale entità». L’ Efsa ha risposto che la sicurezza alimentare non c’ entrava niente ma si «tratta di un problema di etichettatura falsa». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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