3 Settembre 2013

Effetto Siria, benzina a quota 2 euro

Effetto Siria, benzina a quota 2 euro

 

ROMA L’ AUTO frena ancora. E la benzina si infiamma. Dopo il rallentamento di luglio, con un calo delle vendite limitato all’ 1,9%, sul mercato dell’ auto in Italia è tornata la scure. Ad agosto le nuove immatricolazioni sono state appena 52.997, in calo del 6,56% rispetto ad un anno fa e le più basse registrate in agosto dal lontano 1962. Nei primi otto mesi dell’ anno invece la flessione è del 9,02% con 893.037 nuove immatricolazioni. Torna a scendere anche il mercato dell’ usato, con appena 215.632 trasferimenti di proprietà ad agosto (-7,45% rispetto al 2012), mentre a luglio erano cresciuti del 2,4%. EPPURE una buona notizia c’ è: il gruppo Fiat è andato meglio del mercato, fermandosi al -6,05% con 15.711 unità immatricolate ad agosto contro le 16.723 di un anno fa. Inoltre ? sottolinea Lingotto ? la quota del gruppo Fiat ad agosto, attestatasi 29,65%, «è cresciuta di 0,2 punti percentuali rispetto all’ anno scorso e di 0,4 punti rispetto a luglio 2013». Tutto merito del marchio Fiat, l’ unico del gruppo a chiudere ad agosto con una quota (al 23%) in progresso di 1,5 punti percentuali nel mese e di un punto nel progressivo annuo e a registrare immatricolazioni stabili rispetto ad un anno fa (-0,07% a 12.186 unità). «Le auto immatricolate in Italia il mese scorso sono la metà (-49,6%) rispetto a quelle vendute nell’ agosto 2007, cioè nell’ ultimo anno prima dell’ inizio della crisi», rileva il Centro Studi Promotor. Dall’ associazione delle case automobilistiche estere (Unrae) si sottolinea che il calo di agosto rappresenta il 39° segno negativo dall’ inizio della crisi economica nel 2007. Il presidente di Anfia Roberto Vavassori punta il dito sulle «vessazioni fiscali che colpiscono la filiera dell’ auto», causa principale del calo delle immatricolazioni nel mese di agosto che, precisa, «non erano cosi’ bassi dal lontano 1962». Sul fronte della benzina, invece,il fine vacanze è all’ insegna dei rincari. Seppure con qualche giorno di ritardo rispetto all’ anno scorso (quando i picchi dei prezzi furono raggiunti il 22 agosto con la verde a 1,92, e record a 2,008 euro al litro, e il gasolio a 1,803) è tornata a salire la febbre dei carburanti. Anche se il rinvio dell’ intervento in Siria ha fatto scendere le quotazioni del petrolio (ieri il greggio americano era sceso a 107 dollari il barile) nel week-end è arrivata una raffica di rialzi. L’ Eni si è mossa, come avviene di rado, addirittura domenica ritoccando al rialzo i prezzi raccomandati di benzina e diesel di 0,8 cent al litro. Sabato l’ aveva fatto IP e ieri TotalErg. DI CRESCITA «ingiustificata» parlano i consumatori: se questi «guadagni speculativi» non dovessero reintrare per gli automobilisti si tratterebbe di una stangata da 72 euro all’ anno. E il Codacons denuncia, con le fotografie scattate dagli automobilisti, prezzi stellari, con maglia nera per la benzina un distributore milanese (2,009 euro) e per il gasolio (1,907) un impianto di Rovereto. Per l’ Unione petrolifera, però, si tratta di «allarmi infondati» su prezzi non significativi rispetto alla media nazionale (1,78 euro la benzina e 1,67 il diesel) inferiore di 5 cent all’ agosto 2012. Il problema, invece, è l’ eccessivo carico fiscale (60%).

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