15 Marzo 2005

«Effetto rincari sui trasporti, fermare la spirale»

Sale la colonnina del distributore e con il prezzo della benzina sale anche la rabbia dei consumatori. C?è stata, proprio sul «caro-pieno», una vera levata di scudi non solo del Codacons ma di tutte le associazioni napoletane a difesa dei cittadini consumatori. Per Benedetto Di Meglio, presidente della Federconsumatori Campania, il caro benzina a Napoli e in Italia non è una sorpresa. «È da tempo – spiega Di Meglio – che stiamo avvertendo il fenomeno e stiamo segnalando il pericolo di una ricaduta del costo del trasporto in crescita sui prezzi. Per quanto riguarda Napoli, la questione si pone su due fronti: il caro benzina colpisce ancora una volta l`automobilista, già gravato da polizze Rca al massimo prezzo d`Italia. Ma – aggiunge il presidente della Federconsumatori – danneggia anche i produttori agricoli e non, nel settore dell?esportazione locale. Solo loro, infatti, quelli che vedono aumentare più che altrove il costo del trasporto con un danno forte per la loro capacità di essere concorrenti nel mercato». Anche per Gianni De Luca, segretario della Federconsumatori «a prescindere dalle rilevazioni dell?Istat la questione è gravissima, specialmente se dovessimo verificare la conferma di un fenomeno tendenziale. Occorre – conclude De Luca – che il Governo innanzitutto, coinvolgendo opportunamente la stessa Regione, faccia i dovuti e possibili immediati passi per fermare una spirale che, se fuori controllo, può determinare guasti profondi nell`economia e nella distribuzione della ricchezza nel paese». Anche l?Acusp è scesa in campo, agguerrita più che mai, contro il caro-benzina. «Qualunque iniziativa che abbia come obiettivo mettere un freno all?escalation del prezzo del carburante a Napoli ci trova solidali – chiarisce Alfredo Capasso, responsabile provinciale dell?Acusp – Quindi va bene l?idea del «benzacartellone» lanciata dal Codacons. Ma sarebbe opportuno avviare anche controlli rigidi su tutto il territorio. Sono tanti i distributori, ad esempio che non espongono il prezzo della benzina. Poi. aggiunge Capasso – ci sono anche zone come la Doganella dove ci sono troppi distributori della stessa compagnia e nella stessa area. Questa va a scapito della libera concorrenza e della possibilità di scelta del consumatore. Non sarebbe cattiva l?idea – conclude Capasso – di uno sciopero della benzina per un giorno intero. Un modo per ribellarsi in modo silenzioso ma efficace.

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