Effetto petrolio in bolletta: il gas sale del 3,7%
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fonte:
- Il Mattino
Tariffe elettriche sterilizzate, aumentano invece quelle del gas. Da domani, primo luglio, salgono del 3,7%. Un rincaro che peserà sulla bolletta delle famiglie con una maggiore spesa di circa 31 euro all?anno. È l?effetto del caro-petrolio. Per ora il greggio si è concesso una pausa, ripiegando a 57 dollari, dopo il record di lunedì a 61 dollari al barile. Ma per gli esperti si tratterebbe solo di una sosta momentanea. Proprio gli aumenti registrati tra settembre e maggio scorsi in rapporto ai nove mesi precedenti hanno determinato il rialzo delle tariffe del gas. Per quanto riguarda invece l?elettricità, la novità è che per compensare i maggiori costi legati al caro-petrolio non assorbiti con gli aumenti delle bollette non si è agito solo sulla leva degli «stranded cost», rimodulando i rimborsi alle imprese, come aveva stabilito il decreto del governo del 22 giugno. È stata ridotta anche la componente tariffaria relativa agli incentivi per le fonti rinnovabili e assimilate, la cosiddetta Cip-6. Dunque l?Authority per l?energia, presieduta da Alessandro Ortis, ha stabilito che per famiglie e piccole imprese, con consumi fino a 200 mila metri cubi all?anno, il gas aumenta di 2,22 centesimi a metro cubo. La tariffa complessiva sale quindi a 62,29 centesimi dal prossimo trimestre luglio-settembre. Quindi, se i consumi medi si aggirano sui 1.400 metri cubi l?anno si pagheranno all?incirca 31 euro in più. Un?altra «stangata», secondo i consumatori dell?Adusbef. E il Codacons si spinge oltre agitando lo spettro di un ricorso al Tar per bloccare l?aumento. «Ci aspettavamo interventi diversi da parte del governo», commenta il presidente dell?Adusbef, Elio Lannutti. La ricetta per il rilancio dei consumi degli italiani? «Il governo dovrebbe rimettere in discussione i 4 miliardi di euro incamerati con le accise sui carburanti, modernizzazione la rete di vendita per gli automobilisti, diminuire l?Iva sul gas dal 20% al 10% e concedere ai grandi supermercati di vendere il carburante con un?effetto leva sulla concorrenza», fa notare Lannutti. Il ministro alle Attività produttive, Claudio Scajola, non si tira indietro. Un intervento potrebbe essere possibile sui costi del gas. In proposito, Scajola ha chiesto ai suoi tecnici di individuare «in tempi stretti» soluzioni «percorribili» come è stato fatto per gli aumenti della luce. L?idea sarebbe quella di insediare una speciale task force anti-rincari formata da esperti. Appare difficile, invece, fare qualcosa per frenare il caro-benzina. Il principale ostacolo è la situazione dei conti pubblici italiani, gravati da un elevato deficit che l?Ue ci ha imposto di ridurre. A favore di un intervento per la riduzione delle accise gioca però un lasciapassare europeo. Il commissario europeo alla Fiscalità Laszlo Kovacs ha chiarito che «se un Paese membro ha un?accisa superiore al livello minimo europeo è libero di ridurla rispettando però il parametro minimo». Quest?ultimo è di 359 euro ogni 1000 litri. In Italia, invece, l?accisa è pari a 564 euro. Tornando alla decisione dell?Authority, la manovra sugli stranded cost (oneri che gravano sulla bolletta come indennizzo di investimenti attuati dall?Enel e poi vanificati dalla liberalizzazione e dall?abbandono del nucleare) ha agito così. Per effetto di un decreto dell?agosto 2004 sarebbero dovuti arrivare nelle casse degli operatori elettrici 1,4 miliardi: 800 subito e 600 entro il 2007. Il prelievo in bolletta comunque era già avvenuto, anticipando così il gettito rispetto ai rimborsi alle imprese. Soldi che sono stati utilizzati per compensare l?aumento dei costi di produzione dovuti al caro-petrolio. È ai produttori sono stati assegnati 400 milioni sugli 800 previsti.
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