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21 Febbraio 2003

Effetto Iraq a Bergamo: la benzina spinge il carovita

Effetto Iraq a Bergamo: la benzina spinge il carovita

Trasporti, aumento del 3,5%. Ma a gennaio rincari complessivamente inferiori alla media nazionale



Mentre a Roma infuriano le polemiche sui vertici dell`Istat, «colpevoli» di aver calcolato uno 0,1 per cento in meno nel calcolo mensile dell`inflazione e Striscia «tapira» il suo presidente Luigi Biggeri, a Bergamo gli stessi dati lasciano perplessi, più che per l`errore, per altri segnali poco rassicuranti: se infatti i numeri nel loro complesso parlano di un aumento pari al 2,3 per cento e cioè lo 0,5 per cento in meno rispetto al dato nazionale (2,8 per cento), ci sono singole categorie che fanno un bel balzo in avanti. E che balzo. Nei trasporti, giusto per fare uno degli esempi più lampanti, è stato registrato un aumento del 3,5 per cento negli ultimi dodici mesi e dello 0,7 per cento rispetto allo scorso dicembre. Il motivo? Basta, e la gente lo sa bene, fermarsi in un distributore qualsiasi e fare rifornimento. Da qualche settimana, o si fa il pieno e si tirano fuori più euro, oppure si spende la cifra di sempre e si ottiene meno carburante. La guerra con l`Iraq, pur non essendo ancora entrata nella sua fase operativa, sembra infatti aver già fatto la sua prima vittima proprio nelle stazioni di servizio: il prezzo del petrolio e dei suoi derivati, benzina in primis, ormai a livelli da record. Brutte sorprese anche negli alberghi e nei ristoranti. Qui i prezzi sono letteralmente schizzati alle stelle: secondo l`Istat il 6,1 per cento negli ultimi dodici mesi e lo 0,3 per cento solo a gennaio. Effetto euro? Può darsi. Alla base di tutto – sostengono gli addetti ai lavori – c`è il rincaro delle materie prime. Un rincaro che non colpisce solo il settore della ristorazione. In casa, infatti, non va molto meglio: gli aumenti di acqua ed elettricità, insieme agli scatti degli affitti, hanno ulteriormente appesantito il bilancio delle famiglie bergamasche, gravandoli di un 1,1 per cento in più sia su base annua che mensile.
«E il vero problema – sostiene Umberto Dolci, segretario provinciale della Federconsumatori – è che questi dati non fotografano il fenomeno in tutta la sua dimensione. Ci sono aumenti e situazioni che sfuggono all`Istat, come i ticket che stiamo pagando dall`inizio dell`anno sui farmaci, o le tasse e le accise sulla benzina. Si tratta di costi che non rientrano nei conteggi statistici, ma che sulle tasche del cittadino medio pesano enormemente. Non solo. Purtroppo il paniere, pur tenendo conto di tantissime voci, non riesce a esprimere una valutazione corretta dell`inflazione, perché le voci più importanti, e cioè i beni che incidono maggiormente sulle spese della famiglia media, vengono considerati alla stessa stregua di altre che con la vita di tutti i giorni non hanno molto da spartire. Bisognerebbe rivedere profondamente il sistema, poderando i diversi capitoli in base ai consumi reali». Più o meno lo stesso concetto espresso, a livello nazionale, dall`Intesa dei consumatori: «Da oltre un anno – sostengono i rappresentanti di Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc in comunicato stampa – ci battiamo per tutelare i cittadini massacrati dagli aumenti dei prezzi. Aumenti che registrano un`enorme divergenza tra l`inflazione rilevata dall`Istat e quella percepita dagli stessi consumatori al momento dell`acquisto». Insomma, qualcosa nel sistema di rilevazione sembra non funzionare. Un sistema nel quale, per altro, Bergamo è destinata a diventare sempre più centrale: dallo scorso gennaio, dopo un iter avviato nel 2000, è iniziato il periodo di sperimentazione affinché anche i dati orobici rientrino nel ristretto numero delle città campione, quelle cioè utilizzate dall`Istat per anticipare il dato sull`inflazione. Alle setto-otto grandi città da sempre presenti nel paniere, per così dire anticipato, viene affiancata da sempre una dozzina di capoluoghi di provincia. Se tutto andrà per il verso giusto da giugno tra questi figurerà anche Bergamo. Forse non servirà ad avere dati più aderenti alla realtà – il sistema di rilevazione resta infatti lo stesso -, ma almeno si avranno in anticipo. Quelli delle città campione vengono diffusi dall`Istat qualche giorno prima della fine del mese. Come dire: i prezzi aumenteranno ugualmente, ma almeno lo sapremo prima.

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