Effetto boomerang della legge sui bio shoppers
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fonte:
- Corriere dell`Umbria
! Non sono passati neppure sei mesi dall’ entrata in vigore della norma che ha imposto l’ utilizzo – meglio l’ acquisto – dei sacchetti per frutta e verdura che si ä verificato quanto la massaia già intuiva. Ora, però, lo certifica l’ Ismea ,con tanto di dati alla mano. Nel solo primo trimestre, il calo dei prodotti sfusi, ä stato del -3,5% in volume e -7,8% in spesa, a tutto vantaggio di quelli già confezionati ,con +11% in volume e +6,5% di spesa. L’ esborso complessivo medio in più sfiora il 43% ,perché ci sono prodotti ,come i pomodori ,che confezionati raggiungono addirittura il 70% in più. Una bella conquista per i consumatori ,non c’ ä che dire! A conti fatti, a fronte dei 2-10 centesimi per il sacchetto ,abbiamo preferito spendere in più al chilo 0,25 euro per la frutta e 0,50 per la verdura. Con l’ unica differenza che la maggiorazione ci feriva meno psicologicamente, e il rapporto rabbia per l’ approvazione della legge/portafoglio che si alleggeriva ,appariva fortemente sbilanciato a favore di quest’ ultimo. Ci siamo sentiti truffati perché, anche acquistando un gambo di sedano che non necessitava di involucro ,alla cassa ci caricavano i due centesimi motivandolo con l’ assenza di discrezionalità nell’ operatore atteso che il costo dell’ ortaggio veniva decifrato dal lettore come comprensivo della busta. Tanto ä bastato per non comprare più prodotti sfusi ,accanendoci sui social con un passa parola ,poi concretizzato dal Codacons che ha adito le vie giudiziarie con un ricorso che non ha ancora visto l’ esito. L’ effetto perverso, però ,non si ä arrestato alla rapina sotto le mentite spoglie del bioshopper ,subdolamente spacciato come riciclabile per l’ umido che a casa era già inservibile perché lacerato, ma ha esteso i suoi effetti anche all’ ambiente. Non già nel senso propinato all’ atto della sua entrata in vigore ,bensì in quello esattamente opposto. Si ä ,infatti ,registrata una maggiore quantità di imballaggi che lungi dall’ essere composta da sole vaschette di carta, ha annoverato anche polistirolo ,plastiche e prodotti non biodegradabili, in quantità maggiori rispetto al passato ,che fatalmente danneggerà l’ ambiente afronte del dettato normativo europeo finalizzato alla riduzione dei materiali inquinanti. Ora, al netto di tutte le polemiche che hanno accompagnato l’ entrata in vigore della norma e dei comportamenti posti in essere dai consumatori ,una riflessione ci sia consentita. Ma se l’ Ue aveva fissato l’ obiettivo finale della legge nella riduzione dei sacchetti non biodegradabili ,riservando ai singoli Stati membri l’ individuazione delle modalità di attuazione ,perché il nostro Paese ha adottato quello di far pagare al consumatore un costo extra per il sacchetto in plastica? Non sarà che il prossimo legislatore dovremo reclutarlo tra i docenti di psicologia applicata?
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