23 Dicembre 2001

Edilmonte, 3 richieste di processo

Edilmonte, 3 richieste di processo

Il pm accusa il dirigente del Genio civile e due ingegneri

Le ipotesi di reato contestate sono l`abuso d`ufficio e il falso

ROCCARASO. Si è conclusa con la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura dell`Aquila, l`inchiesta sulla palazzina Edilmonte di Roccaraso, che vede indagati il dirigente del servizio Genio civile della Regione e due funzionari.
Si tratta di Antonio Macera, Mauro Lepidi e Luca Nori, accusati di concorso in abuso d`ufficio e falsità ideologica.

Secondo l`accusa i tre, il primo in qualità di responsabile dell`Ufficio e gli altri due quali funzionari incaricati di seguire la pratica, avrebbero attestato il falso nel formare la relazione in risposta a specifiche informazioni richieste da parte del consiglio di Stato su un procedimento penale tra l`Immobiliare Aurora, proprietaria della palazzina Edilmonte, e il Codacons (associazione dei consumatori). Nella relazione sarebbe stato confermato che il parere negativo espresso sulla proposta di variante al Piano regolatore generale, si riferiva proprio all`area su cui era stato realizzato il fabbricato. Invece, il parere dello stesso ufficio del Genio civile, reso il 20 gennaio 1990, sarebbe stato inequivocabilmente favorevole alla proposta di variante che interessava la palazzina Edilmonte. In sostanza, secondo la pubblica accusa, Macera, Lepidi e Nori, smentendo i pareri espressi in precedenza, avrebbero certificato che il fabbricato si trovava in una zona dove non era possibile edificare. In base alla relazione dei funzionari del Genio civile, il Comune di Roccaraso revocò i condoni che sanavano la costruzione della palazzina, bloccandone i lavori. Ed è proprio in relazione al presunto danno arrecato alla società proprietaria dell`immobile che la procura generale dell`Aquila ha contestato agli indagati anche l`abuso d`ufficio in concorso.
Danni che sarebbero stati calcolati in svariati miliardi di lire, tanto che il titolare dell`Immobiliare Aurora ha già avviato il contenzioso per ottenere il risarcimento miliardario.

I guai per l`Immobiliare Aurora iniziarono proprio con la revoca della concessione edilizia da parte del Comune. La società presentò ricorso e il provvedimento comunale fu sospeso il 18 aprile dal Consiglio di Stato. Il giorno prima, però, il Comune revocò, per altri motivi, la licenza edilizia, rendendo inefficace la decisione del Consiglio di Stato. Altro ricorso da parte dell`Immobilare, che fu accolto il 6 ottobre del 2000, dando il via libera alla costruzione della palazzina. Contemporaneamente, il titolare dell`Immobiliare Aurora inoltrò una denuncia alla Procura dell`Aquila nei confronti di Macera, Lepidi e Nori, affinché venisse accertato se nel comportamento dei dipendenti del Genio civile potesse essere ravvisata l`ipotesi di falso ideologico.
L`inchiesta si è conclusa in questi giorni, con la richiesta di rinvio a giudizio.

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