23 Dicembre 2013

Edilizia nel baratro: “Una legge per tentare il rilancio”

Edilizia nel baratro: “Una legge per tentare il rilancio”

“Prevedere una forte iniziativa sul recupero dei centri storici e per il recupero e la riconversione del patrimonio esistente, mettendo in campo incentivi e premialità per questo tipo di interventi edilizi che consentono di limitare il consumo del suolo”. A chiederlo sono le associazioni artigiane Cna e Confartigianato Marche in una conferenza stampa convocata per presentare le proposte delle im stati superati i livelli record di cassa integrazione dell’ intero anno 2012 – ha sottolineato Daniela Barbaresi della segreteria della Cgil Marche -: un numero di ore equivalente al mancato lavoro di 25 mila lavoratori a tempo pieno: sono i dati drammatici di una crisi che sta dilaniando il tessuto produttivo marchigiano e con esso la condizione di migliaia di lavoratori e lavoratrici”. Le ore di Cassa integrazione ordinaria per il periodo gennaio -novembre del 2013, pari a 14,3 milioni, sono aumentate, rispetto allo stesso periodo del 2012, del 79,4% con incrementi che interessa prese edili e le richieste di modifica della proposta di leggeregionale sul governo del territorio, licenziata dalla Giunta ed ora all’ esame della Commissione consiliare competente insieme ad un’ altra proposta di legge di iniziativa popolare. “Noi -hanno affermato i presidenti di Cna Marche Gino Sabatini e di Confartigianato Costruzioni Marche Bruno Crescimbeni – chiediamo che le questioni urbanistiche e di governo del territorio siano affrontate in un unico testo di legge urbanistica regionale che dovrà uscire dal confronto della Regione con gli enti locali e con le associazioni di categoria, finalizzato a rilanciare il settore delle costruzioni marchigiano, entro il mese di gennaio. In quest’ ottica le due proposte di legge in discussione ci sembrano inadeguate. Senza modifiche rischierebbero di bloccare il settore edile per dieci anni a causa dell’ eccessiva burocrazia che rimanda le competenze tra Regione, Province e Comuni, appesantendo le procedure con conseguenti maggiori costi perle imprese”. ne straordinaria nei primi 11 mesi del 2013 sono pari a 11,9 milioni, di poco inferiori allo stesso periodo del 2012 (-3,5%). I settori con il maggior ricorso alla Cigs sono la meccanica e il mobile (rispettivamente con 5,3 milioni e 1,3 milioni di ore complessivamente richieste), settori in cui si registra un calo delle ore di Cigs. Volumi elevati di Cigs, peraltro in significativa crescita, si osservano anche per i settori della chimica (1,1 milione di ore), dei minerali non metalliferi (697 mila ore) e del calzaturiero (630 mila ore). L’ edilizia marchigiana non può aspettare. Negli ultimi quattro anni il settore ha perso 5.826 addetti pari al 12,4 per cento della forza lavoro (pari a 23.944 dipendenti e 17.399 artigiani per un totale di 41.343 addetti). Inoltre il valore aggiunto dell’ edilizia marchigiana in un anno è sceso da 1.862 a 1.721 milioni di euro, con una perdita di 141 milioni di euro. Il peso del settore sul Pil regionale si è ridotto così dal 5,5 al 5,1 per cento. “Si tratta – hanno spiegato i responsabili regionali dell’ edilizia della Cna Marco Il ricorso alla Cig in deroga da gennaio a novembre è quantificabile in 17,3 milioni di ore, +22,3% rispetto allo stesso periodo del 2012, con una crescita che si registra in quasi tutti i principali settori. I volumi più elevatisi osservano nella meccanica (3,3 milionidi ore complessive), nel calzaturiero (2,2 milioni di ore) e nel mobile (1,7 milioni di ore). “Nel periodo gennaio -novembre sono stati richiesti nelle Marche oltre 43 milioni di ore di cassa integrazione”, ribadisce a Novella Lodolini, responsabile Ires Cgil Marche. Bilei e della Confartigianato Franco Gattari – di numeri pesantissimi. Il mercato delle nuove costruzioni nelle Marche è completamente bloccato, con la richiesta di mutui per l’ acquisto di abitazioni crollato nell’ ultimo quinquennio del 66 per cento mentre il valore degli immobili è diminuito del 20 per cento. Unici dati positivi dal mercato con il 37 per cento dei marchigiani che, prevede di fare un intervento edilizio di ristrutturazione nel prossimo anno”. emessi mostrano un andamento più o meno costante dal 2001 al 2007, passando da 40.500 a 43.869. Dal 2007 al 2012 si nota, invece, un tendenza all’ aumento decisamente più incisiva, (+54,5%)”. Il Codacons denuncia “l’ immobilismo del Governo e della classe politica, e chiede sia prorogata di un altro anno l’ esecuzione degli sfratti, in favore di anziani, disabili, malati e famiglie con reddito inferiore ai 27mila euro. Abbiamo scritto anche al neosegretario del Pd, Matteo Renzi, chiedendo un suo intervento su tale delicata questione, ma al momento non abbiamo avuto alcuna risposta”, informa l’ associazione. Anche nelle Marche la situazione è drammatica, effetto della crisi che ha lasciato senza lavoro centinaia di famiglie che adesso devono farei conti con le spese e le tasse. Difficile in certe condizioni arrivare a fine mese.

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