9 Settembre 2010

EDILIZIA: ISTAT, CALO PRODUZIONE SECONDO TRIMESTRE (-2,4%)

    CODACONS: SMENTITI GLI ENTUSIASMI DI IERI CHE FINE HA FATTO IL PIANO CASA DEL GOVERNO?   IL CODACONS CHIEDE UN PIANO SCUOLA E LO STATO DI AVANZAMENTO DEI LAVORI

    Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat la produzione nel settore delle costruzioni nel secondo trimestre del 2010 registra ancora un altro calo, meno 2,4% su base annua e addirittura – 3,6% per il dato corretto per gli effetti di calendario.
    Per il Codacons questo dato è la conferma che gli entusiasmi per i dati di ieri erano privi di fondamento. Altro che “ripartono le vendite”, “il mattone sorride”, “si torna a investire nel mattone”, “il mattone torna ad attirare”, solo per citare alcuni titoli dei giornali di oggi.
    Il Codacons si domanda, inoltre, che fine ha fatto il famoso Piano casa del Governo, che era stato annunciato in pompa magna come la chiave di volta per uscire dalla crisi.
    L’associazione dei consumatori torna a chiedere, invece, un piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Il Governo ha finora stanziato cifre ridicole a fronte dei 13 miliardi di euro che sarebbero necessari solo per affrontare il rischio terremoti.
    In particolare il Codacons chiede lumi al Governo su quanto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 agosto u.s. e chiede lo stato di avanzamento, ad oggi, del Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Infatti i dati denunciati in Gazzetta dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica sono sconcertanti. Per il 1° Programma stralcio risulterebbero non avviati  interventi per  un  importo  pari  a  31  milioni  di  euro  (il  16  per  cento dell’importo del programma), per il 2° Programma gli  interventi  non  avviati  ammonterebbero addirittura a 147 milioni  di  euro  (50  per  cento  del  totale  del programma), mentre per il 3° Programma il Ministero delle infrastrutture e  dei  trasporti  e  il  Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca non avrebbero ancora fatto conoscere lo  stato  di  predisposizione.
    E’ evidente, insomma, che se si stanziano cifre ridicole e poi non si spende nemmeno tutto, la cosa diventa particolarmente grave e dimostra la scarsa attenzione del Governo in materia di sicurezza degli edifici scolastici.
     

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