10 Giugno 2010

Edifici scolastici a rischio

IL MONDO della scuola è ancora in agitazione nel momento degli scrutini finali. E finisce anche nel mirino delle associazioni dei consumatori, che hanno appena diffuso quello che è presentato dal Codacons come un "documento segreto" del ministero dell’ Istruzione che elenca le scuole che presentano "gravi criticità" per la salute di studenti, insegnanti e personale scolastico. Sarebbero 12.000 le scuole in Italia con gravi criticità, solo in Liguria 271. «Lo dice un documento ufficiale del Miur che però non è mai stato pubblicato in gazzetta ufficiale – dice Mimmo Di Donna, responsabile scuola del Codacons – e, benché fosse stato elaborato attraverso controlli a tappeto dei tecnici del ministero per verificare le situazioni di sovraffollamento, alla fine non distingue quali siano stati i problemi rilevati. Anzi, nei parametri previsti non prevede affatto il calcolo della dimensione delle aule: se lo avesse fatto, probabilmente avrebbe affossato la legge Gelmini». Problemi incancreniti (il documento del Miur è la fotografia dell’ anno ormai concluso) e problemi che si rinnovano. Sono una ventina le scuole genovesi in cui gruppi di insegnanti hanno aderito allo sciopero proclamato dai Cobas in concomitanza con gli scrutini finali. Lo si legge in una nota dei Cobas Scuola, che annunciano una manifestazione per lunedì prossimo alle 9,30 davanti all’ ufficio scolastico regionale, in via Assarotti e poi in largo Pertini. «In diversi istituti superiori, comprensivi e direzioni didattiche – si legge nel comunicato – il blocco è totale o molto esteso: Calvino, Liceti, Marsano, De Ambrosis-Natta, Leonardo da Vinci, Don Dilani, I.C. Sestri, D.D. Maddalena, Casaregis, Pertini, Caffaro-Borzoli. In molti altri casi la mobilitazione è più limitata, ma si sta allargando proprio negli ultimi due giorni anche sulla base delle notizie di successo da altre regioni». Sotto accusa è una manovra finanziaria «che viene introdotta mettendo classicamente gli uni contro gli altri dipendenti statali e privati». Sono gli ultimi fuochi di un anno scolastico che è ormai giunto alla fine. Ma che lascia dietro di sé tanti problemi irrisolti. «La mobilitazione di oggi, voluta per ora dai Cobas e dal Movimento dei precari – conclude il documento – è solo la premessa di quelle che tutti e tutte rilanceremo massicciamente nei prossimi mesi per difendere il nostro lavoro, il reddito, la scuola pubblica e la democrazia».
 

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