4 Novembre 2004

Ed ora tocca al caro-aspirina



La Finanziaria ha superato il primo passaggio parlamentare con una novità: l?introduzione delle mini-confezioni delle medicine per le malattie più costose, vale a dire quelle destinate alla cura di gravi patologie. Un emendamento che punta a contenere l?aumento della spesa farmaceutica anche attraverso una razionalizzazione delle confezioni dei medicinali. Queste mini-scatole, infatti, oltre a frenare i costi dei farmaci, permetteranno anche di verificare la tollerabilità e l?efficacia attraverso un elenco di farmaci per i quali è autorizzata la prescrizione e la vendita.
Inoltre le Regioni che eccederanno i tetti per la spesa farmaceutica, pari al 13%, vedranno decurtati parte dei fondi previsti per il 2005. Risorse che, invece, saranno concesse solo alle Regioni in linea con i target prestabiliti.

Una modifica che, tuttavia, non accenna a placare la polemica che si sta concentrando intorno a quello che è stato già ribattezzato come il capitolo ?caro-aspirina.

Le accuse arrivano dalle associazioni dei consumatori che chiedono al ministro della Salute, Girolamo Sirchia, di adoperarsi per fare scendere, come già successo con vaccini e latte artificiale, anche il prezzo di alcuni farmaci di fascia C (quelli che i cittadini pagano di tasca propria) come Aspirina, Novalgina e Tavor. Prodotti che, in alcuni casi, costano anche il 700% in più rispetto agli altri Paesi europei. Valga l?esempio dell?aspirina o acido acetil salicilico: in Italia, per unità, costa 0,20 euro, contro gli 0,15 della Spagna, gli 0,10 della Germania e gli 0,11 della Francia. In sostanza, il farmaco in Europa costa dal 50% al 25% in meno del BelPaese.

La strada che l?Intesa dei consumatori (che racchiude Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) indica è chiara: ?la riduzione dei prezzi di farmaci deve avvenire senza scambi e senza aggravi di spesa per la collettività?. Se infatti – si legge in una nota – il latte artificiale, come corrispettivo della riduzione del 30%, non verrà più fornito gratuitamente negli ospedali, vi sarà un innalzamento della spesa sanitaria nazionale con i rischio che, per rispettare i tetti di spesa, le Regione facciano uscire farmaci importanti dalla fascia A, cioè quella gratuita per i cittadini, perché a completo carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn).

Una richiesta di intervento che il ministro Sirchia ha subito accettato. Il dicastero, infatti, convocherà a breve una riunione all?Aifa (l?Agenzia italiana per il farmaco) con l?obiettivo di tentare una nuova riduzione dei prezzi per una decina di farmaci di fascia C di grande utilizzo.

Bisogna, comunque, ricordare che già lo scorso 20 aprile, dopo che si registrarono anomali aumenti, il ministro convocò le aziende chiedendo di riportare i prezzi di circa 400 farmaci al livello dell?anno precedente. Ma solo il 17% delle case farmaceutiche rispose positivamente a questa richiesta, abbassandone il prezzo.
Ora, quindi, la nuova battaglia portata avanti dal ministro e dalle associazioni dei consumatori si concentrerà proprio sui farmaci di uso maggiore, le cui differenze di prezzo con l?estero sono considerate ingiustificate.



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