5 Aprile 2011

Ecomostro sulla Mingardina “Va abbattuto al più presto”

Ecomostro sulla Mingardina «Va abbattuto al più presto»
 

• Centola. Deve proteggere la fauna e quindi l’ ambiente, ma la sua costruzione è stata fatta in pieno disprezzo dell’ ambiente stesso e del territorio. E’ stato chiesto ufficialmente l’ abbattimento della struttura che dovrebbe ospitare l’ Osservatorio per la fauna migratoria costruito sulla Mingardina, nel comune di Centola, «con difformitá progettuali che non tengono conto dei vincoli paesaggistici, oltretutto in un luogo diverso da quello contemplato nel progetto originale» come spiega l’ avvocato Pierluigi Morena del Codacons. • A lanciare l’ allarme erano stati il Codacons e Italia Nostra, le due associazioni che definiscono la costruzione "un ecomostro", uno dei tanti che affollano le nostre coste e «che nonostante una serie di sentenze rimangono in piedi a deturpare ambienti e paesaggi». Questa vicenda riporta alla mente la "questione Fuenti", ma in questo caso la differenza è sostanziale, come sottolineato da Raffaella Di Leo presidente di Italia Nostra: «L’ enorme complesso della Mingardina è stato concepito e costruito con denaro pubblico, fondi regionali e comunitari. Milioni di euro buttati per realizzare una struttura invasiva dalle discutibili finalitá, con uso di materiali lontani dall’ ingegneria naturalistica, inutile perchè sin dall’ inizio lasciata ad un evidente abbandono e a un mortificante degrado». No categorico anche ad una eventuale riconversione. «Vicende paradossali- commenta Morena- se si pensa che il progetto ottenne l’ approvazione della comunitá montana, degli enti locali e degli enti di tutela come il Parco del Cilento e la Soprintendenza i quali non tennero in alcun conto il pregio ambientale della zona e la contiguitá della stessa ad un sito d’ interesse comunitario ed a una zona di protezione speciale. Dopo le ripetute denunce del Codacons è intervenuta la Procura di Vallo della Lucania per disporre il sequestro giudiziario dell’ opera, è questo il momento di insistere per accertare il danno all’ erario e le eventuali responsabilitá penali». Ad oggi un risultato è stato raggiunto: la Soprintendenza ha chiesto la demolizione, il Codacons ha interpellato la Corte dei Conti e quella europea per portare all’ attenzione delle autoritá lo sperpero di denaro pubblico. Carmen Incisivo © riproduzione riservata.

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