8 Maggio 2003

E-commerce: un portale a difesa degli acquirenti

E-commerce: un portale a difesa degli acquirenti


Iniziativa nata da un?alleanza tra le maggiori associazioni dei consumatori.




Solo il 3 per cento di chi vende online è riuscito a ottenere la fiducia dei clienti. Nel 2002 i siti «buoni» erano di più


Utilizzare Internet per offrire ai consumatori uno strumento di informazione sull?affidabilità delle aziende. Questo l?obiettivo di Intesa Consumatori, che riunisce le associazioni di consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori.

Il progetto mira a riequilibrare i rapporti fra imprese e utenti finali e quindi a spingere le prime in direzione di una sempre maggiore qualità dei servizi. «Stanno aumentando le controversie e l?era Internet paradossalmente ha contribuito a rendere ancora più conflittuali le relazioni fra consumatori e aziende e non è un caso se la fiducia è calata soprattutto nell?ambito delle iniziative e-commerce», dice Francesco Tamburella di Markon.net, la società che ha realizzato uno studio sul tema e che ne ha presentato i risultati preliminari nell?ambito del Rapporto Ibi (Internet Benchmarking Italia).
Dai dati emerge che se da un lato i cittadini hanno sempre più fiducia nelle associazioni di consumatori (favorevole il 68% del campione preso in esame) dall?altro non mostrano lo stesso atteggiamento nei confronti delle aziende (si mostra fiducioso solo il 36% del campione).

Nell?ambito e-commerce va ancora peggio: solo il 3,1% dei siti ha saputo generare fiducia (nel 2002 il 3,8%): ciò significa che la quasi totalità dei siti non ha saputo organizzare le proprie informazioni in modo da rassicurare il visitatore.

Un vero peccato, visto che il 70% degli intervistati spenderebbe di più sul Web, se solo si fidasse.

Scontri con le banche relativi ai tassi dei mutui, con le assicurazioni per ciò che riguarda i rimborsi, con le aziende delle tlc per i casi di pubblicità ingannevole sono soltanto alcune delle situazioni che sicuramente animeranno il sito e che saranno segnalate direttamente dai consumatori. «Ciò che vogliamo fare è aprire una sorta di grande forum in cui ciascun cittadino possa segnalare le proprie esperienze, sia positive sia negative, in modo da consentire ad altri utenti di farsi un?idea sui comportamenti delle aziende.

In sostanza ci baseremo su casi pratici e quindi saranno i consumatori a esprimere il loro giudizio sulle aziende.

Nostro compito sarà quello di intervenire, per quanto ci compete, nel dirimere eventuali controversie difendendo i diritti dei consumatori e aiutandoli a venire a capo di situazioni che apparentemente semplici diventano complesse quando i tempi si dilatano e l?entità delle cifre di eventuali rimborsi è talmente esigua da scoraggiare i consumatori dall?intraprendere azioni legali. Situazione» conlude Tamburella «di cui spesso le aziende si approfittano».

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