1 Luglio 2001

Ecografia con diagnosi incompleta: esposto Codacons

Ecografia con diagnosi incompleta: esposto Codacons

Può un ecografia dirimere esaustivamente un quesito diagnostico?

E` il dubbio alla base di episodio segnalato dal Codacons che riguarda una signora catanese quarantaduenne che dopo avere palpato al seno sinistro un gonfiore sospetto si rivolge alla struttura pubblica – in prima battuta all`ospedale Cannizzaro – dove viene sottoposta a un`ecografia: il medico diagnostica un fibroadenoma e rimanda la paziente a una ecografia di controllo da eseguire da lì a sei mesi.

Il medico di famiglia suggerisce però alla paziente di proseguire gli accertamenti con una mammografia che viene eseguita undici giorni dopo all`ospedale Vittorio Emanuele. Fatta la quale il medico, che descrive una «opacità nodulare…» prescrive la «necessità di prosecuzione dell`iter diagnostico con biopsia escissionale».

L`agobiopsia viene eseguita all`ospedale San Luigi – 20 giorni dopo la prima ecografia – e la diagnosi questa volta è più precisa: «carcinoma solido trabecolare». La paziente viene operata d`urgenza ed è attualmente sottoposta a chemioterapia cui seguirà la radioterapia.
«La vicenda si conclude positivamente per la donna che se avesse atteso i sei mesi come prescritto dalla prima diagnosi – nota il Codacons – avrebbe trovato una situazione certamente più grave. Solo la sua prudenza ha contribuito a salvarla.

«Il Codacons Sicilia chiede ai responsabili del Cannizzaro come possa essere accaduta una cosa del genere». E «si augura che la vicenda della signora non accada al altre persone che s recano presso una struttura sanitaria per avere certezze sul proprio stato di salute».

Una domanda cui è difficile rispondere. Posto che, come spiegano il direttore sanitario dell`azienda ospedaliera dott. Angelo Pellicanò e il medico che ha firmato il referto ecografico, «l`ecografia non è dirimente in questo tipo di patologia».

Tuttavia, fatta questa premessa, l`azienda precisa come nel caso in questione «l`immagine ecografica non rivelava secondo scienza e coscienza caratteristiche neoplastiche».
Qualora queste fossero state al contrario nettamente presenti, la paziente, che pure è stata invitata a tornare e a lasciare i propri recapiti telefonici – continua la replica – sarebbe stata avviata a ulteriori immediati controlli anche attraverso un`agobiopsia che peraltro viene effettuata anche al Cannizzaro.
Quanto all`utilizzo della mammografia, non tutte le probabili patologie benigne, come quella refertata, vengono avviate di routine a questa indagine.

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