2 Aprile 2010

ECO – Carburanti, è guerra consumatori-petrolieri sui rincari

Roma, 2 apr (Il Velino) – Prezzi fermi per il momento alle stazioni di servizio italiane su benzina e diesel. Alla vigilia dell’esodo di Pasqua non si placano però le polemiche tra consumatori e petrolieri per i rincari delle ultime settimane. A scendere in campo oggi la Faib, la federazione autonoma benzinai italiani, che ha rinnovato l’invito alle associazioni dei consumatori “ad evitare allarmismi ingiustificati nell’opinione pubblica, che potrebbero avere effetti deleteri sull’andamento dei consumi e dell’economia già oggi in forte contrazione”. Nel solo settore petrolifero nei primi tre mesi del 2010 si è infatti registrata una contrazione del 6 per cento che si somma al –3 per cento del 2009. Il calo, secondo la Federazione “mette in crisi il settore della raffinazione con la forte minaccia di chiusura di alcuni siti industriali e riduzione di posti di lavoro”. Per Faib comunque, i prezzi dei carburanti sono fermi da 15 giorni e “sono in linea con gli andamenti del mercato internazionale dei prodotti finiti e in linea con gli altri Paesi europei”. Come rilevato da Unione petrolifera qualche giorno fa, “è evidente che il prezzo riflette l’andamento dei mercati e non è un problema solo italiano”, spiega Faib, secondo cui se si considerano i prezzi della rete self, le vendite promozionali e le fidelizzazioni, i listini italiani finiscono per abbassarsi ulteriormente. La media dei prezzi italiani che emerge dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it, registra per la benzina i 1,410 euro al litro e per la diesel gli 1,238 euro al litro: si va da un minimo di 1,407 alla Esso agli 1,422 per Shell sulla verde e dagli 1,231 agli 1,249 euro/litro per il gasolio sempre per gli stessi marchi. Ma a preoccupare Faib è il continuo attacco alla rete distributiva italiana “che non potrebbe che favorire l’ingresso di potentati economici legati alle multinazionali della Distribuzione”. Intanto il Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia sui rincari dei listini dei carburanti che metteranno gli automobilisti in condizione “di sborsare mediamente 10 euro in più per un pieno rispetto ad un anno fa”, ha spiegato il presidente Carlo Rienzi che ritiene “indispensabile un intervento della magistratura e dell’Antitrust, cui chiediamo oggi di aprire indagini su tutto il territorio ipotizzando il reato di aggiotaggio”. Rienze chiede infatti il sequestro delle pompe che hanno effettuato aumenti nell’ultima settimana senza escludere una “maxi class action da parte degli automobilisti contro le compagnie petrolifere”. Nei giorni scorsi il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’energia Stefano Saglia ha aperto uno spiraglio per l’intervento del governo: “Il confronto con tutte le categorie interessate alla riforma dei carburanti sta giungendo a proposte condivise". La riforma, ha spiegato il sottosegretario, dovrebbe “armonizzare gli interessi delle imprese e dei consumatori rilanciando il tema delle liberalizzazioni. I prezzi potranno scendere anche incrementando self e iperself fino all’80 per cento". Secondo Saglia non è da escludere nemmeno l’intervento con “un decreto legge che finora non è stato possibile assumere anche perché è necessario discuterne con i neoeletti presidenti delle regioni”.

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