«E-cig: tracce di arsenico, cromo e piombo»
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fonte:
- Il Mattino
Emanuele Perugini Confermata la presenza di tracce di arsenico piombo e cromo nelle sigarette elettroniche. A sostenerlo è uno studio, il secondo, commissionato dalla rivista Salvagente all’ Università di Napoli Federico II che è stato pubblicato oggi sulla rivista dei consumatori. «È con orgoglio che possiamo pubblicizzare questi dati di ricerca scientifica» dice il professore Alberto Ritieni del dipartimento di farmacia dell’ università partenopea e che firma questa ricerca sviluppata tra giugno e luglio scorso. «Quel che ci conforta ulterioremente sul piano scientifico è che anche studi effettuati a Parigi, successivi a quelli napoletani, combaciano per i valori offerti dai campionamenti. L’ arsenico era già presente nella prima fase delle analisi di laboratorio, successivamente abbiamo accertato quelle di piombo e cromo a livello decisamente più alti rispetto a quelli della tollerabilità. Noi mettiamo in campo il calcolo della valutazione del rischio. È chiaro che ci vorrebbe un ente che raccogliesse questi studi scientifici ed elaborasse normative a tutela dei consumatori. Quel che mi sento di dire è che il settore è oggi un Far West senza regole. Noi scienziati offriamo la strategia del limite, cioè il punto massimo della tossicità dei prodotti analizzati». Già la scorsa primavera il Salvagente aveva sollevato la questione della sicurezza delle sigarette elettroniche. A giugno infatti erano stati pubblicati sulla rivista i risultati di una serie di analisi svolte su un piccolo campione di liquidi usati come diffusori nelle sigarette elettroniche presenti sul mercato italiano. «Dopo quella prima inchiesta ? spiega il direttore della rivista, Rocco Di Blasi? abbiamo deciso di approfondire ulteriormente la questione e di estendere le analisi ad un campione piu’ vasto di prodotti venduti sul mercato italiano, per avere un confronto piu’ ampio». In questa seconda ricerca, i ricercatori del Dipartimento di Farmacia dell’ università napoletana hanno analizzato trenta campioni, evidenziando la presenza di metalli pesanti nocivi per la salute. Il problema è che, nel caso delle sigarette elettroniche, i vapori contenenti piombo o altri metalli pesanti, vengono inalati attraverso le vie respiratorie, e non ingeriti come per l’ acqua. Altrettanto indefinite sono le conseguenze per la salute inalando questi metalli: contaminanti naturali o di derivazione antropica, che oltre certe concentrazioni – attesta la letteratura scientifica – esercitano un’ azione tossica sulla salute, specie per effetto dell’ accumulo, e sono considerati concausa di varie patologie cronico-degenerative. «Il vero problema è l’ assenza di una normativa che regolamenti il settore delle e-cigarettes e dei liquidi, nel quale regna il vero e proprio caos – afferma in una nota il presidente dell’ associazione consumatori, Carlo Rienzi – In attesa di regole certe, il ministero della Salute e i Nas devono compiere analisi a tappeto su tutti i liquidi per sigarette elettroniche venduti in Italia, acquisendo i prodotti all’ interno dei tanti punti vendita in franchising presenti sul territorio». L’ Associazione Nazionale Fumo Elettronico Sigarette elettroniche, ANaFE, dice sì ai controlli e alle regole certe, invocate dalla stessa associazione e dal Codacons, «ma senza diffondere allarmi» perchè, sostengono, i prodotti «sono sicuri». «Le aziende associate rispettano la normativa vigente in Italia e lavorano con elevati standard di sicurezza e qualità e i nostri prodotti» spiega il presidente dell’ Associazione Nazionale Fumo Elettronico, Massimiliano Mancini affermando che i prodotti «sono sicuri». Mancini, ricorda inoltre che «ANaFE sta lavorando di concerto con il Ministero della Salute per definire al più presto regole certe a tutela del consumatore per un mercato trasparente e regolamentato». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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