8 Gennaio 2020

Ecco tutti i nomi degli imputati Sindaci e Regione: noi parti civili

Diciotto gli imputati. E sotto processo c’ è anche la società Tap. Quattordici le parti offese. Gli imputati sono Michele Elia, 73 anni, originario di Castellana Grotte (in provincia di Bari), country manager; Gabriele Lanza, 56 anni, di Atessa (in provincia di Chieti), project manager Tap; Lucio Mello, 55 anni, di Carmiano, titolare dell’ impresa addetta all’ espianto ed al trasporto degli ulivi; Massimiliano Greco, 47 anni, di Arnesano, legale rappresentante dell’ impresa addetta alla installazione della recinzione; ed Antonio Vallone, 49 anni, di Galatina, legale rappresentante della società sub appaltatrice del montaggio della recinzione. E poi i manager della Saipem, ossia la ditta addetta alla costruzione del microtunnel della condotta Albania-Italia: Luigi Romano, 63 anni, di Siracusa; Adriano Dreussi, 57 anni, di Pagnacco (in provincia di Udine); Piero Straccini, 62 anni, di Tollo (in provincia di Chieti); e Luca Gentili, 51 anni, di Milano. I due responsabili della Icop, la società che ha realizzato il pozzo di spinta: Yuri Picco, 41 anni, di Villanova di San Daniele (in provincia di Udine); ed Aniello Fortunato, 41 anni, di Ascea (in provincia di Salerno). Giuseppe Mariano, 54 anni, di Copertino, direttore di cantiere della Sme strade; Giuseppe Calò, 67 anni, di San Cesario, datore di lavoro della Geoambiente; Maurizio De Pacalis, 60 anni, di Galatina, rappresentante della impresa che ha fornito il calcestruzzo; Claudio Coroneo, 63 anni, di Galatina, amministratore dell’ impresa che ha montato la recinzione; Pantaleo Notaro, 59 anni, di Galatina, dell’ impresa sub appaltatrice del montaggio della recinzione; Alessandro Niccoli, 40 anni, di Brindisi, amministratore dell’ impresa esecutrice dei lavori; e Marco Paoluzzi, 46 anni, di Roma, direttore dei lavori. Sono difesi dagli avvocati Andrea Sambati, Michele Laforgia, Angelo Nanni, Valentina Quarta, Gianluigi Manelli, Enrico Giarda, Roberto Scolz, Michele Ferrari, Luigia Cretì, Federico Massa, Luigi Covella, Paola Severino, Antonio Pisani, Daniela e Giovanni Faggiano. Le parti offese sono Alfredo Fasiello, presidente del comitato No Tap. I sindaci Marco Potì (Melendugno), Luca De Carlo (Vernole), Andrea De Pascali (Castrì), Francesca De Vito (Calimera), Fulvio Pedone (Lizzanello), Fabio Tarantino (Martano), Antonio Chiga (Zollino) ed Anna Manti (Corigliano). Parti offese anche il presidente della Regione, Michele Emiliano, ed il Ministero dell’ Ambiente. Nonché le associazioni Vas, Codacons e Italia Nostra. Sono rappresentati dagli avvocati Francesco Calabro, Mario Tagliaferro, Valentina mele, Oronzo Calsolaro, Giulio De Simone, Salvatore Greco, Luigi Rella, Ladislao Massari, Francesco Zizzari, Francesca Conte, Piero Mongelli e Carlo Barone. I sindaci hanno annunciato la costituzione di parte civile: «L’ ipotesi accusatoria rappresenta un’ attività, quella di Tap, posta in essere a grave danno del territorio ed in violazione delle basilari norme di tutela paesaggistica ed ambientale. Il nostro dovere di sindaci, ora come allora, è quello di tutelare il nostro territorio frapponendoci alla foga con cui i governanti nazionali e Tap hanno prepotentemente e senza remore agito a danno della nostra terra. Ci costituiremo parte civile». Stessa scelta per Emiliano: «Dopo l’ Ilva, anche su Tap abbiamo avuto ragione. Le preoccupazioni della Regione Puglia hanno trovato un fondamento evidente: ci sarà un processo per la costruzione del gasdotto Tap e noi ci costituiremo parte civile a tutela della Puglia». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox