15 Marzo 2008

Ecco tutti gli abusi nel Parco del Cilento

Ecco tutti gli abusi nel Parco del Cilento
Un dettagliato dossier sul Cilento è stato consegnato dal Codacons al comandante della Capitaneria di Porto

Un “dossier coste“ per salvare il Cilento dall`abusivismo e dall`inquinamento. è sempre in prima linea il Codacons Salerno nella difesa dell`ambiente naturale del nostro territorio provinciale. Nei giorni scorsi gli attivisti dell`associazione hanno consegnato al comandante della Capitaneria di porto di Salerno, Vincenzo De Luca, un fascicolo d`inchiesta, curato dal presidente regionale Enrico Marchetti e dall`avvocato Pierluigi Morena dell`ufficio legale, nel quale vengono denunciate una serie di azioni illecite in danno del territorio, in particolare delle aree protette del parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. “Segnaliamo innanzitutto – si legge nel dossier – eccessi nelle concessioni del demanio marittimo a favore degli stabilimenti balneari. Ciò a scapito della libera balneazione, della fruibilità del mare da parte degli utenti e in spregio della tutela del paesaggio“. Tra le varie emergenze risulta quella di Cala del Cefalo, una baia ampissima che comprende l`arenile e – comprendeva – le dune di sabbia.Il fronte di dune appunto è oramai soltanto un ricordo lontanissimo. è scomparso a causa della massiccia presenza di pedane e altre strutture balneari, fino a pochissimi anni fa assenti. Le strutture artificiali, in effetti, determinano un deterioramento del processo di coesione tra le particelle di sabbia favorendo l`erosione e la destabilizzazione della struttura ecologica. Addirittura nella zona compresa tra Capo Palinuro e l`Arco Naturale viene artificialmente creato uno sbarramento che forma un lungo “lido“ con ombrelloni e sdraio. Lo sbarramento artificiale ha creato un porto con tratto navigabile del fiume. Altra situazione difficile è quella di Pisciotta a seguito dei lavori di ampliamento del porto turistico. “Tali lavori scrive il Codacons – riguardano gran parte del litorale esterno al porto stesso, per diverse centinaia di metri, con la costruzione di nuove dighe e barriere soffolte le quali potrebbero alterare profondamente l`ambiente marino, il regime del trasporto solido lungo la costa, con pregiudizio per la natura, il paesaggio e l`equilibrio delle spiagge limitrofe con erosioni a valle e forti interramenti a monte“. Altre emergenze vengono segnalate per il fiume Calore dove “è noto che molti dei Comuni percorsi dal fiume Calore non sono dotati di impianti di depurazione, o se dotati di tali impianti essi non risultano a norme poiché malfunzionanti o obsoleti“. Problemi infine anche a Piaggine dove è stato pianificato il taglio di circa cinquecento faggi di alto fusto, con un intervento che degraderebbe profondamente l`ambiente e il paesaggio. Umberto Adinolfi Addio dune La spiaggia di Cala del Cefalo con le strutture artificiali.

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