25 Aprile 2018

“Ecco quello che non va” Studenti e docenti raccontano il disagio a scuola

Studenti presi a calci, insultati, offesi, derisi. Insegnanti umiliati. I casi di cronaca degli ultimi giorni – dallo studente che pretende il 6 dal suo professore impietrito al ragazzino picchiato dai compagni – hanno riportato al centro del dibattito il tema del bullismo. Di una scuola malata dove il rispetto per le regole e per l’ educazione sembra venuto a mancare. Non sempre è così. Come testimoniano al Corriere della Sera professori e alunni che raccontano di scuole che, pur nelle difficoltà, riescono a tenere alta la bandiera dell’ istituzione. Ma in parallelo ci sono anche i tentativi di arginare gli episodi di violenza. Compresi quelli di ieri. Come lo studente 14enne di un istituto della periferia fiorentina che è stato sospeso per 19 giorni perché – è l’ accusa – tempestava i ragazzi di telefonate anonime e faceva circolare nelle chat dei coetanei diversi fotomontaggi offensivi. Per fortuna si trattava di un giocattolo, ma ha spaventato molto – tanto da far intervenire i carabinieri – l’ iniziativa di un 13enne di una scuola media del Napoletano, di portare in classe una finta pistola, priva del classico tappo rosso. Il minore è stato riaffidato ai genitori. A Lecce, invece, non si è presentato ieri «perché troppo turbato» lo studente ripreso in un video con uno smartphone mentre in classe mette all’ angolo con calci e minacce con una sedia un compagno 17enne. In questo clima, il Codacons chiede l’ installazione di telecamere a scuola; alcuni insegnanti dicono sì, mentre i sindacati sono contrari. L’ installazione di telecamere in asili nido, scuole dell’ infanzia e strutture sociosanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità è oggetto di un disegno di legge approvato nel 2016 alla Camera e da allora fermo al Senato.

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