9 Luglio 2015

«Ecco perché Milano merita uno stadio così»

«Ecco perché Milano merita uno stadio così»
«partite ogni dieci
giorni, per il resto sarà a disposizione del quartiere. traffico sotto
controllo e impianto a misura di famiglia»

I comitati anti-calcio e la sinistra alzano le barricate da settimane. Parlano di sicurezza e traffico a rischio, minacciano ricorsi. Fondazione Fiera Milano ha scelto martedì sera di affittare per mezzo secolo al Milan i terreni del Portello – a 3 chilometri da San Siro e vicino ai grattacieli di Citylife – e in 24 ore si sono scatenate le proteste degli ambientalisti del Pd e del Codacons. Ma l’ ingegner Maurizio Teora, direttore di progetto di Arup, la società che ha già firmato (tra gli altri) l’ impianto del Bayern Monaco e quello olimpico di Pechino, è positivo: «Quando capiranno meglio l’ insieme del progetto, cambieranno idea. Milano se lo merita». Ecco, molto si parla dello stadio, meno di ciò che gli gira intorno. Perchè i residenti dovrebbero tifare Milan? «Intanto, sarà un luogo che saltuariamente servirà a ospitare una partita di calcio. Il Milan disputerà match una volta ogni 10 giorni, lo stadio sarà aperto 7 giorni su 7. Significa che dentro si troveranno servizi, ristoranti e spazi espositivi sempre a disposizione di chi abita vicino». Ad esempio? «All’ interno dell’ impianto ci saranno un liceo a indirizzo sportivo, spa, centri fitness, bar e ristoranti. Ma il progetto è aperto e lo spazio enorme: chiederemo a Comune e comitati di cosa ha bisogno il quartiere. Centri medici, una sala consiliare». La Fiera che ha lì accanto il centro congressi ha apprezzato la presenza di un albergo. «Sarà un hotel con 300 stanze a 3 e 4 stelle che si svilupperà con una torre che si stacca dalla copertura e la sovrasta. Il tetto dell’ impianto non è convenzionale, alto circa due piani di edificio e con una terrazza verde per percorsi pedonali, parchi gioco e molte altre attività. Il primo piano dell’ albergo sarà al livello degli skybox, i clienti potranno godersi la partita dalla propria stanza». I residenti temono gli effetti sul traffico. Come dargli torto? «In zona ci sono 4mila posti auto disponibili in parcheggi già esistenti. Altri 1.000-1.500 li prevediamo nei sotterranei dello stadio e con ingresso direttamente dall’ autostrada, usando il tunnel di via Gattamelata e una rampa che arriva proprio al livello interrato. Ma chiederemo alla gente di arrivare soprattutto con i mezzi pubblici». La seconda paura sono gli scontri fuori da uno stadio che sarà in mezzo alle case. «Molte preoccupazioni sentite in questi giorni fanno sorridere, non vengono da chi ha esperienze internazionali: negli impianti moderni all’ estero e a capienza ridotta si può creare la cultura di andare alla partita con la famiglia in modo pacifico. Negli Usa chi va a una partita di baseball rimane allo stadio 4 ore, pensiamo a qualcosa di simile, quindi con ingressi e deflussi più controllati». Non penserete a fissare un orario sui ticket d’ ingresso? «No, ma a proporre show prima e dopo il match, sconti al ristorante per chi arriva a pranzo o altri vantaggi a chi si ferma dopo. Creeremo un evento intorno alla partita, sarà un luogo dove andare la domenica con i bimbi. Quanto tempo ci vorrà per un sì o un no dal Comune? «La legge sugli stadi impegna ad esprimersi entro 6 mesi. Dobbiamo essere positivi, è un progetto all’ avanguardia e Milano se lo merita».
chiara campo

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