Ecco l?Italia che si ribella e protesta
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fonte:
- Corriere della Sera
Nel 2002 oltre 1.700.000 esposti ad associazioni e istituzioni, ricorsi all`Ombudsman bancario saliti del 25%. Ma anche luce e telefono…
L? assicurazione auto, il conto in banca, i prezzi delle zucchine, la luce, il telefono: questo è quello che non va. L`euro, la liberalizzazione, la concentrazione del mercato: queste appaiono le cause. Il 2002, per l`Italia, non è stato solo l`anno del cambio della moneta. E` stato l`anno della ribellione di un popolo: quello dei consumatori. Dal settore finanziario ai beni di consumo, dall`elettricità al gas, i 12 mesi appena finiti e questo gennaio 2003 sono stati investiti da un`ondata di proteste. La rivoluzione italiana. Di qua l`utente, anello finale della catena. E di là l`anello iniziale: le imprese, le banche, le assicurazioni, i commercianti.
«Uno scontro che non si vedeva da tempo», concordano i responsabili delle autorità di controllo e delle sempre più potenti associazioni di consumatori. Sono 14 quelle ammesse al registro del Cncu, il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (l`organo consultivo di parlamento e governo nato nel `98). E contano 816.716 iscritti, contro i 745.816 del 2000 (»9,5%). «E` stato un anno davvero particolare – dice Daniela Primicerio, presidente delegato del Cncu -. Ha concentrato in sé l`effetto dell`euro e quello delle privatizzazioni. I consumatori stanno imparando a confrontarsi sullo stesso livello con imprese, banche, finanziarie, assicurazioni, esercenti». Vediamo i dati e il perché.
Almeno 1 milione e 725.568 sono i reclami ufficiali dei cittadini nel 2002. E` la somma delle cifre che abbiamo raccolto da 14 destinatari della protesta. I reclami rivolti agli organismi di vigilanza istituzionale sono stati 52.809. Coinvolti: l`Isvap (assicurazioni), l`Ombudsman (difensore civico) cui rivolgersi per le controversie con le banche (fino a 10 mila euro) e quattro Authority: della concorrenza, dell`energia, delle comunicazioni e dei lavori pubblici (ci sono reclami persino sulle gare d`appalto, 3 mila). E 1.672.759 vengono invece da otto associazioni di consumatori.
Dati complessivi precedenti non ci sono, ma l`impennata è evidente. All`Autorità per l`energia i reclami sono raddoppiati in due anni (438 contro 213) e nel 2002, rispetto al 2001, sono saliti del 25% all`Ombudsman bancario, dell?82% in Altroconsumo e del 60% in Federconsumatori. Ed è vero che solo una segnalazione su dieci, nelle associazioni dei consumatori, si traduce in ricorso legale. E anche che all`Antitrust, su 1.121 casi nel 2002, soltanto 26 sono diventati istruttorie, e di queste solo 15 violazioni. Ma sei reclami su dieci si risolvono con soddisfazione del consumatore.
«Le lamentele dei cittadini sono cresciute in maniera esponenziale e ora c`è più possibilità di ottenere ragione – conferma Paolo Landi, presidente di Adiconsum -. L`attenzione si è spostata però, dal prodotto venduto a domicilio a due settori: il finanziario, dove la concentrazione non ha portato trasparenza, e quello dei servizi, dove la liberalizzazione ha rotto ogni regola».
IN BANCA – L`istituto di credito è il bersaglio principale. Su 3.214 reclami ricevuti nel gennaio-novembre 2002, l`Ombudsman (che per paradosso è emanazione dell?Abi, l`associazione delle banche) ha avviato 2.991 ricorsi, cioè un quinto di tutti quelli definiti negli ultimi nove anni. Uno su quattro, 779, è stato risolto a favore dell?utente. Sergio Bianconi, il segretario generale, conferma le cronache di questi giorni: l`oggetto primo dell`insoddisfazione (30% dei reclami) sono i costi del conto corrente. «Mai stata così forte la protesta sulle spese – dice -. Fino a ieri quel che il cittadino teneva d`occhio erano i tassi». Perché? «Prima gli interessi del conto coprivano i costi, adesso i tassi sono a zero e il risparmiatore si accorge che deve pagare». Seguono, col 25% ciascuno, le proteste sui mutui («tassi diversi da quello promesso»). E poi i reclami sul servizio titoli. Vedi i bond dell`Argentina, «piazzati ai risparmiatori dalle banche quando già erano titoli spazzatura», dice Roberto Vassalle, avvocato mantovano. Ricorda ancora quella coppia concittadina: «Marito e moglie, impiegati – racconta – ereditano 500 mila euro e li depositano in conto. La Banca Agricola Mantovana li chiama e li convince a investire tutto in due rate in obbligazioni argentine. Addio risparmi».
Vassalle è il legale dei consumatori, quello che ha fatto emettere alla Cassazione la prima sentenza sfavorevole alle banche sull`anatocismo, la contestatissima prassi di capitalizzare gli interessi trimestrali passivi. «Da allora le richieste d`intervento sono esplose – dice -. Il cittadino ha più consapevolezza e decisamente più tutela di anni fa, ma i rapporti con le banche sono peggiorati». Perché? «Mancano i veri controlli».
LE ASSICURAZIONI – L?altro diluvio di reclami, come testimonia Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef, riguarda le polizze auto. «Ho qui 40 mila lettere sull`Rc auto – dice -. Tutte ricevute questo mese». Su 34 mila segnalazioni all`ente competente, l`Isvap, 30 mila riguardano il ramo danni di cui l`Rc Auto rappresenta la fetta più grossa. Altroconsumo, con 41.365 richieste d`intervento, ha dovuto aprire un numero verde, e l`Adusbef predisporre via Internet i moduli per la denuncia delle 17 compagnie condannate dall`Antitrust (che continua a ricevere «valanghe di telefonate») per essersi accordate sui premi. Pronuncia appena confermata dalla Cassazione: i reclami aumenteranno.
TELEFONI E LUCE – La concorrenza senza freni, al contrario, è la causa del boom delle proteste sulle utilities: luce, gas e telefono. Una lamentela su quattro, delle 290 mila ricevute dal Codacons, è di «vittime dei soprusi delle compagnie telefoniche, come servizi attivati e mai richiesti, segreterie che si attivano da sole, bollette sballate». Il 70% delle 76 mila lettere all`Adoc riguarda l`Iva sul gas metano. Ed è la protesta sui 30 milioni di contatori digitali in via d`installazione – «così sensibili da scattare subito spingendo l`utente a passare a potenze più alte», dice Landi – ad avere costretto l`Enel, settimana scorsa, a incontrare le associazioni dei consumatori.
«Abbiamo registrato un forte incremento delle segnalazioni negli ultimi mesi dell`anno, principalmente sull`attivazione di servizi di telefonia non richiesti», conferma l`Autorità per le comunicazioni. Che sul suo sito (www.agcom.it) ha addirittura predisposto un modulo per le denunce e conta 107 richieste di apertura di contenzioso (97 telefonia mobile, 10 fissa) nel maggio 2001-aprile 2002.
I PREZZI – Nei beni di consumo è il nodo fondamentale. Il 24% delle proteste ricevute dal Codacons nel 2002 verte sull?impennata dei prezzi, «il 50% più del 2001». Del resto, secondo uno studio ancora in corso dell`Ue l`Italia sarebbe il Paese europeo dove c?è stata la percentuale più alta di sì alla domanda: «L`euro vi ha creato problemi?».
Ma fosse solo l`euro.
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