4 Settembre 2005

Ecco la stangata d`autunno: quasi 1.000 euro in più

Ecco la stangata d`autunno: quasi 1.000 euro in più

Intesaconsumatori avverte il Governo: «Subito interventi fiscali per calmierare gli effetti del rialzo del petrolio»



Roma
Si profila un ottobre all`insegna della stangata per le tariffe della luce e del gas: le bollette rischiano di registrare infatti un rincaro, rispettivamente, del 5-6\% e del 3,7\%. Vale a dire un aumento di quasi 50 euro a famiglia in un anno. Le stime sono del Rie, che sulla base dei dati definitivi dell`andamento del greggio nel periodo di riferimento dell`aggiornamento tariffario che scatterà il prossimo mese, rivede così al rialzo le previsioni di aumento, precedentemente stimate in +5\% per la luce ed un +3,5\% per il metano. Salvo mosse calmieratrici del Governo si prevede – spiega Davide Tabarelli, esperto del Rie (Ricerche Energetiche Industriale) – le tariffe della luce per una famiglia tipo con 225 chilowattora consumati in un mese, dovrebbero registrare un rincaro del 5-6\%: un aumento pari ad un incremento della bolletta bimestrale di 2,9 euro e di quella annuale di 17,60 euro. Sul fronte del gas, invece, la stessa famiglia – con 1400 metri cubi consumati in un anno – dovrebbe ritrovarsi a fare i conti con un incremento del 3,7\%: +2,2 centesimi di euro al metro cubo, pari ad una maggiore spesa annuale di 31,1 euro.

Sulle tasche delle famiglie italiane rischia così di scaricarsi dal primo ottobre prossimo un aggravio complessivo di 50 euro l`anno per le utenze energetiche. Ed anche nel caso di una frenata, nei prossimi mesi, dell`oro nero, nel primo trimestre 2006 si profilano altri rincari. Un +3\% per la luce ed un altro +3,7\% per il gas. Con il rischio di un ulteriore aumento della spesa annua di 40 euro (8,9 per l`elettricità e altri 31,1 euro per il metano). Con il risultato che nel giro di sei mesi – considerando cioè anche gli aumenti paventati dal primo ottobre prossimo – la spesa annua per le bollette delle famiglie sfiori un incremento di 100 euro complessivi. La situazione «è allarmante», spiega Davide Tabarelli. Sul fonte dell`elettricità la componente tariffaria legata all`andamento del greggio sui mercati internazionali ha registrato – secondo i dati ormai definitivi (quelli cioè dei 6 mesi precedenti, conclusi il 31 agosto) – un rialzo del 21\%. Sul fronte del gas invece – aggiunge – la componente combustibili ha registrato un aumento del 12\%.

Ma anche tralasciando le bollette il rientro dalle ferie si annuncia salato: una stangata da 994,6 euro. Intesaconsumatori fa i conti: le famiglie con due figli si troveranno a dover sborsare 621 euro per i libri e gli accessori scolastici, 200 euro per la scorta alimentare, 60 per i trasporti, più i soldi per le rate delle vacanze. E questo al netto delle bollette e delle altre che normalmente gravano sui bilanci. La stima è dell`Intesaconsumatori, che invita gli italiani a partecipare allo sciopero indetto per il prossimo 14 settembre per lottare contro il caro-prezzi.

«Le statistiche ci dicono che le famiglie arrivano al massimo a poter contare su 1.800 euro. Ma per far fronte a tutte le spese dovrebbero averne la bellezza di 2.500-3.000 euro.Avendone poco più dela metà – affermano Codacons, Adusbef, Federconsumatori ed Adoc -, è evidente che abbiamo bisogno di misure specifiche ed urgenti per rendere possibile a tutti un`esistenza veramente libera e dignitosa».

Una famiglia media di 4 persone con 2 ragazzi che vanno a scuola deve spendere appena rientrata dalle vacanze ben 994,6 euro: al caro-scuola, vera e propria mannaia di settembre da 621 euro, bisogna aggiungere «la spesa per la scorta alimentare (200 euro), quella per i trasporti (60 euro), le rate per le vacanze appena trascorse o, nei casi più difficili, per fare la spesa lo scorso anno (80 euro), più una multa per riabituarsi al traffico cittadino (33,60 euro). E il tutto al netto delle bollette e delle altre spese vive che normalmente gravano sui bilanci», spiega l`Intesaconsumatori, ribadendo che «il prossimo 14 settembre si deve scioperare perché a fronte di queste cifre non ci sono iniziative serie e concludenti per lottare contro il caro-prezzi. Se aggiungiamo al salasso del rientro le spese correnti superiamo abbondantemente due redditi.Le misure da attuare per non alleggerire le tasche dei consumatori «sono gìa state presentate più volte» e sono: piano dei trasporti a misura di consumatore; concertazione sui servizi pubblici, l`energia e l`acqua; controlli su peso netto ed esposizione dei prezzi nelle vetrine; creazione di punti vendita diretta dal produttore al consumatore; applicazione del price-cap a tutti i servizi che non siano soggetti a concorrenza; accordi per la conciliazione per qualsiasi controversia di pagamento; applicazione automatica della rateizzazione a zero interessi per i tributi ed i debiti nei confronti delle amministrazioni da parte dei nuclei familiari a basso reddito.

«Aspettano risposte concrete che ancora non sono mai arrivate» – conclude l`Intesaconsumatori.



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