28 Settembre 2015

Ecco l’ ultima frontiera, studiare grazie all’ uso delle app multimediali

Ecco l’ ultima frontiera, studiare grazie all’ uso delle app multimediali

Studiare applicazione alla mano. In un’ epoca durante la quale i professori e i genitori lottano ogni giorno per staccare i ragazzini dai cellulari per farli «studiare» un po’ di più, c’ è chi va in controtendenza e ti piazza il libro su cellulare. Magari con tanto di appunti. Sono sempre di più le applicazioni mobile dedicate agli studenti. Ed è anche una situazione di costi. Basta considerare che il «corredo scolastico» a tutto tondo costa alle famiglie italiane dai 500 euro a studente in poi. Costo a cui vanno aggiunti i libri di testo che va dai 280 euro in media, fino a raggiungere e superare quota 600 euro per gli istituti superiori. In definitiva la scuola costa 1.100 euro a studente di soli libri e quaderni. Una spesa certo non da poco se si considera che la classica famiglia italiana ha 2 figli e un reddito medio non così alto. E che può solo crescere con l’ arrivo all’ università. Proprio in questa direzione è attivo online il sito creato dalla Codacons «Libri Gratis» un punto d’ incontro attraverso il quale studenti e cittadini potranno scambiare o regalare libri di testo usati. Chiunque in regione possieda un testo scolastico e sia intenzionato a regalarlo o a scambiarlo con un altro libro, può accedere gratuitamente a questo servizio, iscrivendosi e pubblicando inserzioni nell’ apposito forum, specificando il testo che si intende cedere (titolo, autore, edizione, ecc.) eventuali libri ricercati per scambio, e lasciando i propri riferimenti. Ma a questa rete ci aveva già anche pensato un’ applicazione campana. La Boosha, che regolamento lo scambio di libri e la vendita di testi usati, sebbene non prettamente scolastici. Come? Semplicemente entrando a far parte della community di «Boosher» caricando i libri di cui ci si vuole «liberare» o che si vogliono anche solo scambiare e cercando invece i libri di cui si ha bisogno. Per chi invece non ha bisogno solo dei libri ma anche di una «mano» c’ è Class-It, applicazione mobile che ha come obiettivo quello di migliorare la qualità di apprendimento degli studenti di ogni tipo di scuola e università creando una classe virtuale relativa ad uno specifico corso, dalla matematica alla letteratura, consentendo lo scambio di contenuti non solo durante la lezione ma anche al di fuori, creando un luogo ove gli utenti possono interagire scambiandosi domande ed approfondimenti. Questo mentre all’ ultima edizione della StartCup (che a breve tornerà negli atenei) l’ università del Sannio aveva presentato «Studente digitale», un progetto che prevede lo sviluppo di una suite di applicazioni per migliorare la qualità di apprendimento nelle aule scolastiche e universitarie permettendo l’ interazione istantanea tra studenti e docente, abbandonando la classica modalità di lezione monodirezionale. Il proprio mobile device diventa quindi l’ ambiente in cui non solo lo studente organizza il suo apprendimento, lo personalizza, diventa il proprio zaino entro cui trova i propri appunti, i propri libri e in un certo qual senso tutto ciò che può aiutarlo nello studio se si considera la possibilità di accessi a internet, di comunicare con i compagni di corso e di fare ricerche con pochi clic.

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