28 Settembre 2016

Ecco l’ anticipo pensionistico

Ecco l’ anticipo pensionistico

   

Il Governo in questi giorni sta cercando di portare a termine il progetto di rendere flessibile l’ età pensionabile. Per la verità sta incontrando problemi con i Sindacati e con il Codacons, che è intervenuto dichiarando: “le condizioni proposte sono estremamente svantaggiose per i pensionandi con perdite monetarie ingenti, superiori ai possibili benefici; gli unici soggetti che troveranno vantaggi saranno banche e assicurazioni.” Vediamo brevemente di cosa si sta parlando. L’ idea è quella di consentire a tutti i lavoratori in possesso dei requisiti dei 63 anni di età e minimo 20 anni di contributi a partire dal primo gennaio 2017, in forma sperimentale per il biennio 2017/18 con possibilità di proroga, quindi con un anticipo di 3 anni e 7 mesi sull’ età di pensionamento normale di poter lasciare il lavoro e percepire una pensione. Come verrà finanziato? Dal lavoratore il quale praticamente percepirà un prestito da un Istituto bancario. Questo prestito previdenziale dovrà essere restituito dagli interessati con un piano di rientro ventennale. Ci sono varie criticità nell’ idea, la più importante riguarda il meccanismo di rimborso di questo prestito che potrebbe ridurre l’ assegno percepito in misura anche importante poiché presumibilmente sarà gravato dai costi legati agli interessi sull’ anticipo e dal costo della necessaria accensione di una assicurazione sulla vita. Sono previste tre diverse forme di Ape. Ape Sociale: destinato ai lavoratori disoccupati di lunga durata, invalidi ed altri lavoratori svantaggiati per il quale sono allo studio interventi di limitazione delle spese; Ape volontaria: per chi volontariamente chiede l’ anticipo e sono previste penalizza zioni tra il 4,5% ed il 6,9% anno. Ape aziendale: destinato alle imprese coinvolte in piani di ristrutturazione che dovrebbero accollarsi il 50% delle spese. Proviamo, con i dati a disposizione, di fare una simulazione. Per una pensione lorda da 2.000 euro al mese ( netti 1510) le rate mensili trattenute saranno di 68 euro mensili con un anno di anticipo, di 137 euro mensili con due anni di anticipo, di 209 euro mensili con tre anni di anticipo, per i primi venti anni, dopo si tornerà al regime normale. In questi giorni il Governo dovrebbe arrivare alla conclusione. Invitiamo i pensionandi interessati al momento opportuno di verificare presso gli uffici dell’ Associazione 50&Più con ubicazione presso le Ascom di tutte le città della Romagna, gratuitamente, costi e benefici dell’ operazione. Ottavio Righini.

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