27 Giugno 2012

Ecco il vero record dei giudici in Italia: archiviare processi

Ecco il vero record dei giudici in Italia: archiviare processi L’indagine Codacons.

Uno dei leitmotiv più ricorrenti, sui giornali e non, è il tempo biblico della giustizia in Italia. Un refrain verissimo in ambito civile: non è raro che un avvocato si presenti in un qualsiasi tribunale d’ Italia un giorno di udienza e si senta rinviare la data di due anni. Una situazione cronica tanto che, nel tempo, il legislatore ha cercato di porre rimedio, prima delegando i contenziosi di minore entità ai giudici di pace, poi con un decreto legislativo, il 28/2010, che ha reso obbligatorio, come condizione di procedibilità, il preliminare tentativo di conciliazione. A volte, però, capita che la magistratura mostri una solerzia e una velocità degne del miglior Michael Schumacher. Sì, ad archiviare i procedimenti. Soprattutto quando non si tratta di personaggi celebri (con i quali la velocità c’ è, ma finalizzata ad emettere giudizi di condanna ancor prima delle indagini) ma di comuni mortali. Che il più delle volte sono pure consumatori. Gli stessi difesi strenuamente dal Codacons (onlus di cui è rappresentante l’ avvocato Giuseppe Ursini e presidente nazionale l’ avvocato Carlo Rienzi) che ha pensato di raccogliere tutte queste casistiche di archiviazione «sospetta» in un documento puntualmente presentato direttamente al ministero della Giustizia e al Consiglio superiore della magistratura. «Le non motivazioni. La giustizia secondo i pm», il titolo del documento che riassume le casistiche poste all’ attenzione dei piani alti di via Arenula. Situazioni tra le più disparate, che vanno da esposti-denuncia riguardanti quantità di arsenico nell’ acqua potabile superiori a quelli consentiti a livello comunitario, al prezzo dei farmaci generici, alla nocività degli occhiali in 3D distribuiti nei cinema provocata dalla mancanza di igiene dovuta ad una mancata sanificazione degli stessi tra uno spettacolo e l’ altro, al fenomeno delle cosiddette «cartelle pazze», di dimensioni tali da creare allarme sociale. Fino, addirittura, al paradosso di archiviazione di esposti- denuncia riguardanti zone interessate da dissesto idrogeologico, che hanno pure ricevuto il riconoscimento di «stato di calamità naturale» da Roma e nelle quali ci è «scappato il morto ».Così come non c’ è una Procura piuttosto che un’ altra nella quale i pm mettono «da parte» l’ esposto- denuncia perché non ravvisano reato o perché non avrebbero esperito un’ adeguata fase di indagini: si va da Roma a Firenze, a Catanzaro, a Teramo, fino a Biella, Pisa, Asti. Come dire: da Nord a Sud nella velocità di archiviazione l’ Italia è più che mai unita. Un lavoro certosino quello del Codacons. Che in tempi di dichiarazioni di redditi si è lanciato in una singolare e simpatica iniziativa: una cena a lume di candela a chi deciderà di devolvere il 5 per mille all’ associazione.Certo al tavolo non ci sarà George Clooney, ma l’ importante è avere informazioni precise su come tutelare i propri diritti di consumatori.
 

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