7 Settembre 2003

«Ecco i veri aumenti. E il 16 sciopero della spesa»



L`unione fa la forza e nel caso dei consumatori potrebbe fare il risparmio. Per martedì 16 settembre è stato proclamato un nuovo sciopero della spesa: l`annuncio viene dalle associazioni di consumatori Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc.org (riunite in una macro struttura chiamata Intesa Consumatori). «Con questa iniziativa ? spiega Intesa in un comunicato ? chiediamo a tutti i consumatori di astenersi massicciamente da compere ed acquisti per l`intera giornata. E` necessario protestare contro la raffica micidiale di aumenti dei prezzi registrati quest`anno».
Secondo le rilevazioni effettuate da Intesa Consumatori, su scala nazionale, i prezzi sarebbero aumentati massicciamente rispetto alla fine del 2002. La spesa media per i servizi bancari, ad esempio, sarebbe passata da 405 euro a 445, con un aumento del 9,9 per cento; quella per gli alimenti sarebbe passata da 2300 euro a 2574, con quasi il 12 per cento in più. Abbigliamento e calzature da 1800 sarebbero volati a 1992 euro, con una maggiorazione di 192 euro (+10 per cento). Aumenti che sarebbero dunque ben più alti rispetto a quelli monitorati dall`Istat.
«Purtroppo i consumatori ? spiega il comunicato di Intesa ? sono l`anello debole del mercato, poiché agiscono individualmente. Quando assumono comportamenti univoci, come con lo sciopero del 16 settembre, possono invece imporre la loro forza».
Inoltre Intesa vuole raggiungere altri tre obiettivi: «Con questo sciopero ? dice Intesa nel suo comunicato ? chiediamo di non aumentare le tariffe di trasporti e autostrade, come già avallato dal Governo; riformare l`Istat affinchè registri l`effettivo andamento del costo della vita; infine, costruire un tavolo di confronto fra produttori, commercianti e consumatori, promosso da enti locali, per tenere controllati i prezzi».

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