Ecco i saldi, un affare da 100 milioni
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fonte:
- la Repubblica
LA DATA ufficiale è oggi, ma i saldi a Torino sono già cominciati da qualche giorno. E’ una questione puramente linguistica: non si chiamano «saldi», ma «vendite private», «offerte» o «promozioni». E sono tutti sinonimi di un’ unica ambizione: raddrizzare le sorti di una stagione sfortunata che ha segnato un calo delle vendite del 10 per cento rispetto all’ anno scorso. Già da qualche giorno nelle boutique di via Roma, via Garibaldi, via Po e via Lagrange, si possono vedere donne (saldo è parola maschile solo per grammatica, certo non per significato) con il naso infilato in pile di magliette, gonne e abiti. O perse tra borse e scarpe che quest’ anno non sono degne se non sopra i sette centimetri di tacco. Per loro gli sconti sono scattati in anticipo. Molti negozi, soprattutto quelli delle grandi marche, hanno chiamato a raccolta le clienti più fedeli e quelle «tesserate », con e mail o sms promettendo loro la prima scelta e la comodità di poter fare acquisti prima che i negozi siano presi d’ assalto questa mattina. A causa delle vendite scarse della stagione, quest’ anno sugli scaffali è disponibile tutta la gamma di taglie, colori, modelli e numeri di scarpe. La scelta è vasta e il «meno 30 per cento» promesso da molte vetrine potrebbe essere un affare vero. Va in saldo quasi tutta la collezione estiva, anche se in molti negozi è già allestita la zona «nuovi arrivi » esente da ribassi, e i commercianti sperano di vendere nelle prossime settimane tutto ciò che fino a ora i torinesi hanno guardato solo dalle vetrine. Le associazioni di categoria, Ascom e Confersercenti, sono fiduciose e aspettano il riscontro degli scontrini questa sera. Le premesse sono buone: la spesa media è calcolata tra i 250 e 280 euro che, moltiplicato per le famiglie torinesi, vale un giro d’ affari tra i 98 e i 110 milioni di euro. Le previsioni dei consumatori sono però meno ottimistiche: non più di 80 euro a famiglia secondo il Codacons, a causa dell’ Imu e, in generale, dell’ aumento delle spese per la casa. Sempre dai consumatori arriva il decalogo dello shopping sicuro. Tra le regolare d’ oro c’ è l’ invito a rivolgersi a negozi di fiducia e non comprare nel primo in cui si entra, a controllare che lo sconto sia vero e sia indicato anche il prezzo di partenza e a pretendere il cambio del prodotto, anche se il negoziante è reticente. (mc.g.) © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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