30 Settembre 2004

Ecco come Jonathan è finita nell´insalata

La rana ha giocato a nascondino

Ecco come Jonathan è finita nell´insalata
le indagini. È una «dalmatina»




Il nucleo Nas (Antisofisticazioni e Sanità) dei carabinieri di Trento finora non ha proceduto ad alcun sequestro, anche se naturalmente ha acquisito tutti gli elementi ritenuti utili sul caso in questione. Vale a dire: foto della confezione d´insalata e della ranocchia, dichiarazioni della signora di Arco e dei testimoni della «scoperta», risultati di altri accertamenti effettuati in zona sui quali si mantiene il riserbo. Intanto Anna Golinelli, la donna di Bolognano che ha denunciato il fatto, ha preso contatto l´altra sera con il Codacons e anche con altri legali del Basso Sarca. Intende andare avanti sia in sede penale che civile. Per questo il campo d´indagine sarà ampio e probabilmente ci vorrà del tempo prima di avere un quadro preciso sul quale intervenire nelle competenti sedi. C´è infatti anche l´ipotesi di danno «da patema d´animo» oltre che biologico. Nel senso che la figlia della donna di Bolognano da domenica sera non guarda più l´insalata come prima. Ha insomma subito un trauma. E di verdura la piccola, diabetica, ha assolutamente bisogno. E Jonathan che fine farà? Per ora è sempre lì, in casa, a Bolognano, nella vaschetta dell´insalata, opportunamente bucata per l´aria. Le danno qualche insetto. C´è anche chi si è fatto vivo chiedendone l´adozione o proponendo un rettilario. Intanto gli esperti del Museo di scienze naturali di Trento, hanno escluso che si tratti di una rana proveniente da paesi esotici. È in realtà una ranocchia tipo «dalmatina», ma non viene dalla Dalmazia. È nostrana insomma. E innocua, non velenosa come potrebbero essere invece alcuni rospi o le salamandre.di CORNELIO GALAS
Come ha fatto quella rana a finire in una confezione d´insalata e soprattutto ad uscire indenne dai vari «trattamenti» che ci sono nel percorso che va dal produttore al consumatore?
Lo abbiamo chiesto ieri al dott. Andrea Giardina, responsabile del settore qualità della Orto Ro.Mi. srl di Loreggia (Padova). È questa l´azienda che fornisce quel tipo di insalata (da lavare) alla Lidl e ad altre organizzazioni di vendita. Da lì, insomma, è arrivata nel Basso Sarca la ranocchia ormai diventata famosa in tutta Italia.
«Va precisato innanzitutto – ci ha detto il dirigente della Orto Ro.Mi. – che finora nessuno si è messo in contatto con noi per questo fatto. Che abbiamo appreso dalla stampa, dalla Tv. Insomma, non c´è,al momento nessun provvedimento né richiesta di informazioni che ci riguardino né da parte del cliente né da parte di organi ufficiali addetti al controllo. Del resto,mi pare, non è stata messa a repentaglio la salute del consumatore, né è assolutamente il caso di ipotizzare il reato di frode».
D´accordo, ma è vostra la confezione d´insalata venduta alla Lidl o no?
«Sicuramente quel tipo di prodotto è fornito dalla nostra azienda alla grande e media distribuzione in Italia».
Da dove arriva l´insalata?
«È un ortaggio coltivato nelle zone vicine alla nostra azienda, quindi qui nel Padovano. Tutto è peraltro controllato dalla nostra organizzazione. Si tratta di produzione di tipo integrato. Con la massima attenzione al rispetto dell´ambiente e di tutti i parametri di precisi disciplinari di autocontrollo».
Cosa succede all´insalata dal momento in cui è raccolta a quando finisce nella confezione? Quali i controlli, insomma, fino al momento della spedizione al cliente?
«Non c´è, se è questo quello che intende sapere, nessun controllo di tipo meccanico. La verdura arriva da noi nei cassoni. Quindi finisce su un tappeto di cernita dove i nostri addetti procedono appunto ai controlli. Visivi. E tirano via impurità, foglie marce, quant´altro non sia in linea con i livelli di qualità che noi garantiamo al consumatore. C´è anche un metal detector per segnalare la presenza di corpi estranei».
Evidentemente la ranocchia…non era armata.
«Già, probabilmente quella ranocchia è rimasta occultata in mezzo ad una foglia d´insalata. Ma bisogna anche tener conto che dalla nostra azienda giornalmente esce una notevole quantità di queste confezioni. Abbiamo poi anche una serie di controlli esterni, incrociati. Questa ranocchia evidentemente è riuscita a farla franca…».

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