Ecco chi deciderà dove andranno scorie e centrali atomiche
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
ROMA – L’ Italia scalda imotori per il ritorno al nucleare. Con la nomina di Umberto Veronesi a presidente dell’ Agenzia nucleare, e con la definizione degli altri quattro consiglieri che lo affiancheranno, parte di fatto l’ iter per il rientro dell’ atomo all’ interno dei confini nazionali, stimabile entro il 2020, secondo il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia e l’ amministratore delegato di Enel Fulvio Conti. Veronesi ha annunciato che si dimetterà dal Senato, dove è in quota al gruppo Pd. L’ Agenzia – le cui nomine sono state attese per mesi soprattutto a causa del ritardo accumulato nel periodo di interim dopo le dimissioni dell’ ex ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola – dovrà innanzitutto occuparsi della scelta dei siti per i nuovi impianti. La localizzazione delle centrali e l’ individuazione del deposito per raccogliere le scorie radioattive rientrano infatti tra i compiti essenziali del nuovo organismo, a cui è affidato anche il ruolo di sorveglianza e monitoraggio dell’ attività. Accanto a Veronesi siederanno nel consiglio dell’ Agenzia scienziati esperti del settore e alti dirigenti ministeriali. In quota ministero dello Sviluppo economico sono stati nominati Maurizio Cumo e Marco Enrico Ricotti, entrambi professori universitari (il primo alla Sapienza di Roma e il secondo al Politecnico di Milano). Il ministero dell’ Ambiente ha invece indicato Michele Corradino (capo di gabinetto del dicastero) e il barese Stefano Dambruoso (magistrato, capo dell’ ufficio per il coordinamento dell’ attività internazionale del ministero della Giustizia). Il Codacons ha annunciato di voler ricorrere al Tar del Lazio contro Veronesi, colpevole, a dire dell’ associazione, di aver «omesso di indicare le possibili conseguenze collegate all’ installazione di centrali nel nostro Paese». Critico anche Ermete Realacci (Pd), che giudica la nomina dell’ oncologo «un bluff per simulare la partenza di un piano fallimentare su cui già grava un pesante ritardo». Alla definizione dell’ Agenzia brindano invece le associazioni e le aziende di settore, Enel e Associazione italiana nucleare. Presidente e componenti durano in carica 7 anni e possono essere confermati una sola volta. La carica «tecnica» fondamentale è quella del direttore generale che (nominato all’ unanimità dai membri) dura in carica 5 anni e tiene in mano la struttura amministrativa, di coordinamento e controllo. Tutte le cariche – presidente, commissari e direttore – sono incompatibili con altri incarichi. Prevista poi la nomina di un Comitato scientifico, oltre all’ arrivo di almeno 100 scienziati dell’ Enea e dell’ Ispra.
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- Rassegna Stampa
