3 Dicembre 2009

“Eccesso di smog”

 «Eccesso di smog». Con questa motivazione gli amministratori pubblici della Regione Lombardia (il sindaco Letizia Moratti, il presidente della Provincia, Guido Podestà e quello della Regione, Roberto Formigoni) risultano iscritti nel registro degli indagati. Il problema dello smog in Italia è largamente diffuso, non da oggi. E in qualche modo va affrontato anche per capire se chi è responsabile della salute pubblica, ovvero gli amministratori locali, possono e devono fare di più, in modo uguale in tutte le città italiane, da Nord a Sud.  Se per tutelare la salute dei cittadini lombardi interviene il Codacons (con un esposto presentato nel 2007 alla Procura di Milano, i cui rappresentanti sono convinti che ci siano delle responsabilità anche penali da parte degli enti pubblici e si battono per respingere anche la richiesta di archiviazione, perfino riuscendoci, presentando altri elementi d’accusa) ad Avellino, dove gli sforamenti da polveri sottili nel solo mese di novembre sono stati nove e dall’inizio dell’anno ad oggi ben cinquantacinque, cosa si fa? Chi interviene per ridurre le emissioni e tutelare la salute degli avellinesi e i campani in generale? A lanciare l’allarme il consigliere comunale del Pdl, Adelchi Silvestri che nell’ultima seduta di consiglio comunale ha presentato un’interrogazione dettagliata sulla questione. «La situazione è critica per la salute dei cittadini – sostiene Silvestri -. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha resa pubblica un’indagine portata avanti su tredici città italiane a campione. Emerge che i decessi in un anno dovute all’inquinamento sono aumentate dell’1,5%». I dati sono preoccupanti: «I continui sforamenti sono un rischio per la salute, in modo particolare per le fasce deboli, bambini, anziani e chi è affetto da problemi resporatori – continua Silvestri -. Servono dei provvedimenti immediati». La soluzione proposta dal consigliere del Pdl, con intervento nel breve periodo, per ridurre le emissioni da polveri sottili nell’immediato, è far pagare il ticket d’ingresso agli automobilisti che si ostinano a voler portarsi l’auto fin nelle zone centrali della città. Soluzione da applicare in tempi brevi, sulla scia di Milano (ticket pari a due euro) e Londra (ticket pari a otto sterline, circa undici euro). «Il tentativo a Milano è stato fallimentare in quanto sono entrati tanti soldi nelle casse del Comune, ma il problema dell’inquinamento è rimasto irrisolto. Situazione diversa a Londra, dove l’importo per il lasciapassare delle auto, essendo più elevato, si è rivelato un valido deterrente. In questa direzione dovrebbe nuoversi anche la nostra città. Condivido la linea dura per la difesa della salute pubblica – continua Silvestri – e dovrebbe essere adottata nei confronti di tutti gli amministratori pubblici, sindaci, governatori e presidenti provinciali per far salvaguardare la salute dei cittadini». Il vicensidaco di Avellino, Gianluca Festa ammette che in città il problema dello smog esiste e «non deve essere affrontato con soluzioni tampone, ma con interventi strutturati». Inoltre Festa precisa che la centralina di rilevazione abbraccia un’area di circa 150mila abitanti e pertanto «i dati non sono riferiti solo al Comune capoluogo, ma ad una zona molto più vasta. È per questa ragione che il problema polveri sottili va affrontato in sinergia con gli altri comuni irpini». In questa direzione va l’accordo di reciprocità e la richiesta inoltrata alla Regione Campania di fondi per il Sistema Territoriale di Sviluppo al fine di portare avanti interventi strutturali al fine di migliorare la mobilità. «Con la metropolitana leggera, con un piano urbano della mobilità (Pum) – conclude il vicesindaco Festa – e con interventi strutturali per migliorare la viabilità daremo un duro colpo allo smog in un futuro imminente».
 

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