“Eccessivi i costi per i conti correnti“
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Dopo Bankitalia anche l`Antitrust contro le banche I consumatori: ora le multe. Gli istituti si difendono
ROMA I prezzi dei conti correnti italiani sono troppo elevati: in media un conto costa all`anno 182 euro, a fronte dei 35 dell`Olanda, dei 65 di Belgio e Regno Unito, dei 99 della Francia e dei 108 della Spagna. L`Antitrust, a due giorni dai rilievi fatti al Forex di Torino dal governatore della Banca d`Italia Mario Draghi, bacchetta così le banche. Le accusa di richiedere costi troppo alti, di creare ostacoli alla mobilità della clientela, di avere scarsa trasparenza e di creare una fidelizzazione forzosa. Ma il mondo del credito respinge le accuse, con l`Associazione Bancaria Italiana (Abi) che si dice disponibile ad un confronto a tutto campo con l`autorità di controllo ed il governo. A condividere le conclusioni dell`Authority sono invece le associazioni dei consumatori che ora chiedono sanzioni e decisioni ferme da parte dell`esecutivo nei confronti degli istituti di credito. L`indagine dell`Antitrust evidenzia “un`enorme variabilità potenziale di prezzi da banca a banca“ per lo stesso conto al quale però non corrisponde “la possibilità del consumatore di scegliere al meglio“. I risultati così “confermano la maggiore debolezza del processo competitivo nel nostro settore bancario rispetto agli altri Paesi e l`assenza di incentivi allo sviluppo di un reale gioco concorrenziale“. Altro rilievo che arriva dall`Antitrust è sulla tipologia dei conti: è infatti emerso che i conti correnti a canone, la cui diffusione è aumentata per tutte le tipologie di banche, risultano meno convenienti dei conti a consumo: per 9 profili su 10 questi ultimi a parità di uso, presentano la spesa annua più contenuta, seguiti dai conti a canone ad operazioni illimitate e quelli a canone con operazioni limitate. Per ridurre i costi e, di conseguenza, “agevolare i consumatori ed innescare la necessaria pressione competitiva“, la ricetta suggerita dall`Autorità passa, fra l`altro, per la redazione di fogli informativi sintetici e chiari, l`introduzione di una garanzia di stabilità, e la piena comparabilità dei costi. Le conclusioni cui è giunta l`Antitrust arrivano a pochi giorni di distanza da quanto affermato, durante il Forex, dal governatore della Banca d`Italia, Mario Draghi, secondo il quale le fusioni fra banche possono tradursi in prezzi più bassi e migliore qualità dei servizi e vanno aboliti i costi di chiusura dei conti, così come previsto dal decreto Bersani. Parole, quelle di Draghi condivise ed apprezzate dal ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani: “Mi pare – afferma Bersani – che Draghi appoggi la nostra linea di riforme, ad esempio sul massimo scoperto e sulla trasferibilità dei mutui“. L`Abi replica alle accuse dell`Antitrust dicendosi “pronta a un confronto con governo e autorità di controllo per fare chiarezza sui temi della concorrenza bancaria, sugli effettivi livelli dei prezzi, sulle strategie da perseguire per definire esattamente i fenomeni finanziari che hanno un impatto diretto sui risparmiatori. Il tutto, nell`interesse della competizione tra operatori, del rispetto dei ruoli delle autorità, dell`interesse finale dei consumatori che hanno diritto ad un mercato efficiente, trasparente e competitivo“. Le associazioni consumatori partono invece lancia in resta. Plaudono alle conclusioni dell`Antitrust, ritenendole comunque “ampiamente previste e più volte già denunciate“. E rincarano la dose. Per l`Adusbef è ora il momento delle sanzioni per “punire i comportamenti abusivi, usi ed abusi perpetrati dalle banche per oltre mezzo secolo“, altrimenti per i consumatori oltre al danno c`è la beffa. La Federconsumatori invita il governo a prendere dei provvedimenti contro “l`ingordigia delle banche“: “È necessario perciò intervenire in questo settore in maniera molto determinata sapendo oltretutto che il peso dei conti correnti si attesta ad oltre il 43% nei ricavi bancari“, spiega l`associazione. E il Codacons chiede “di verificare se vi sia o meno un cartello tra istituti di credito per mantenere alte le tariffe e, nel caso, irrogare pesanti sanzioni“. I consumatori rovesciano così i ruoli e chiedono che, questa volta, a pagare siano le banche.
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