8 Luglio 2003

Eccedente importo canone. Intesa consumatori: utenti in cda

Rai: Corte Conti, preoccupa perdita d`esercizio nel 2001

Eccedente importo canone. Intesa consumatori: utenti in cda

La Corte dei conti giudica
l`importo del canone Rai “eccedente“ rispetto alle
prestazioni fornite dall`azienda allo Stato e destinato piu`
a coprire l`insieme dei costi, anche perche` manca una
“chiara contabilita` separata“. Per la Corte, dopo il
passaggio di tutte le emittenti al regime concessorio, la
Rai va inquadrata “come un`impresa a capitale pubblico
operante sul mercato in regime di concorrenza“ e percio` –
secondo la magistratura contabile – assume “maggior rilievo
il fatto che la Rai e` un`azienda in proprieta` dello Stato,
rispetto al fatto che essa percepisce un canone annuo“. “Il
canone d`abbonamento – prosegue il comunicato – potrebbe
essere considerato come un corrispettivo se correlato, in
sinallagma, alle prestazioni fornite dalla Rai, ma
attualmente manca la trasparenza contabile e l`importo dei
canoni appare eccedente come corrispettivo e volto a coprire
l`insieme dei costi“.
La “radiografia“ della Rai operata dalla magistratura
contabile preoccupa l`intesa dei consumatori, che, in una
nota, sottolinea che “dall`indagine della Corte dei Conti
emerge chiaramente che i maggiori azionisti della Rai sono i
cittadini, da una parte obbligati a pagare il canone,
dall`altra tenuti fuori dalla gestione“. Codacons, Adusbef,
Federconsumatori e Adoc chiedono “un`inversione di tendenza“
al Governo affinche` intervenga gi con il ddl Gasparri,
prevedendo “la possibilita` di riservare uno o pi membri
del cda alle rappresentanze degli utenti ed almeno un membro
del collegio sindacale“.


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