31 Maggio 2020

Ebook, pc e alimentari, ecco la stangata da Coronavirus

Roma, 30 maggio 2020 – Inflazione da lockdown. Il Coronavirus ci ha tenuti tanto tempo in casa, tra letture, computer e prove ai fornelli. L’ Unione Nazionale Consumatori ha lavorato i dati Istat sull’ inflazione: ne è uscita una classifica dei prodotti e dei servizi che hanno fatto registrare i maggiori rincari durante l’ emergenza Covid, ossia da febbraio a maggio, scoprendo “vere e proprie speculazioni dei prezzi” . Il primato va agli e-book , con il costo del download aumentato in soli 3 mesi del 30,4% . Al secondo posto la frutta fresca , che fa segnare un +12,8% . Sul gradino più basso del podio dei rincari salgono gli Apparecchi per il trattamento dell’ informazione: computer portatili e fissi, palmari, tablet , notebook con un incremento del 12%. Al quarto posto di questa classifica, ci sono monitor e stampanti , saliti dell’ 11,3%, seguiti dagli apparecchi per la telefonia fissa, +7,7%. Chiude la top ten la farina (+3,8%) , trainata dalla voglia di pizza e di dolci fatti in casa.”In pratica, – spiega l’ associazione – si è approfittato dello smart working e dell’ obbligo degli studenti di seguire le lezioni a distanza, per fare rialzi a danno di lavoratori e famiglie”. Inflazione negativa a maggio 2020, per la prima volta da quattro anni: l’ indice dei prezzi al consumo – secondo i dati diffusi dall’ Istat basati sulle stime preliminari – è diminuito dello 0,1% sia rispetto ad aprile sia rispetto a maggio 2019, soprattutto a causa del crollo dei beni energetici. In controtendenza invece è risultato il carrello della spesa , ovvero quello che comprende i beni alimentari e quelli per la cura della casa e della persona che ha registrato un +2,6%, tendenziale in accelerazione rispetto al 2,5% di aprile. Un dato questo legato soprattutto al comparto alimentare, unico settore rimasto completamente aperto durante il lockdown. La spesa delle famiglie , secondo l’ Istat, è diminuita in termini congiunturali del 7,5%. Il calo dei prezzi più accentuato è stato quello dei beni energetici (-2,8% su aprile, -12,7% su maggio 2019) trainato da quello dei beni energetici non regolamentati (-4,2% su aprile, -12,2% su maggio 2019). Una flessione significativa è stata registrata anche dai prezzi dei trasporti (-1,6% sul mese, -4,1% su maggio 2019) e dal comparto abitazione, acqua elettricità (-0.4% su aprile, -4,4% su maggio 2019). Sono cresciuti invece i prezzi dei beni alimentari (+0,7% su aprile e +2,7% su maggio 2019) soprattutto grazie alla crescita di quelli non lavorati, cresciuti dell’ 1,2% su aprile e del 3,7% su maggio 2019. Il dato è legato anche all’ emergenza epidemiologica che ha costretto le famiglie a casa e ha spinto al consumo di alimentari non lavorati. Secondo uno studio di Nomisma nel periodo del lockdown un italiano su tre ha mangiato più frutta e verdura con un balzo del valore delle vendite del 15,8% tra gli scaffali delle grande distribuzione, rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. I consumatori del Codacons parlano invece di “speculazioni” sul carrello della spesa che avrebbe subito “rincari ingiustificati durante il lockdown”. Gli unici prodotti acquistabili nel periodo di chiusura degli esercizi commerciali hanno subito un forte incremento – spiega il Presidente Carlo Rienzi – non a caso il carrello della spesa è salito del +2,6%, con gli alimentari che registrano a maggio una crescita dei prezzi del +2,7%. Questo significa che una famiglia, solo per mangiare, spende in media 206 euro in più su base annua. Di “stangata” per il carrello della spesa parla anche l’ Unione consumatori secondo la quale questi aumenti si traducono in una crescita su base annua di 220 euro per una coppia con 2 figli.

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