18 Gennaio 2019

E45, viadotto chiuso: economia ko in provincia di Arezzo, schizzano i costi per i Tir

 

Arezzo, 18 gennaio 2019 – Va ko l’economia della zona intorno al tratto di E45 chiuso dopo un provvedimento del giudice che indaga sulle carenze strutturali e il pericolo di cedimento di un viadotto a cavallo tra Toscana e Emilia.

Siamo in provincia di Arezzo, tra Sansepolcro e poi su verso Pieve Santo Stefano. Zone che dopo due giorni dalla chiusura già iniziano a soffrire. Non solo per i disagi che subisce il traffico veicolare ma anche per i problemi economici che questa chiusura comporta. Schizzano alle stelle i trasporti: per i camion si aggiungono infatti chilometri e carburante. Si stima che un camion che dal sud deve raggiungere la Germania potrebbe arrivare a pagare 500 euro in più a viaggio.

Non sarà più possibile “tagliare” dalla E45 per raggiungere il nord e l’Adriatico ma servirà andare fino a Bologna. Disagi gravi anche per gli studenti, che dovranno alzarsi all’alba per fare anche pochi chilometri. L’idea di un professore è addirittura quella di organizzare lezioni online per evitare al massimo gli spostamenti dei ragazzi. Intanto l’inchiesta giudiziaria va avanti. Sotto la lente il viadotto Puleto, quello chiuso, per il quale i lavori di risanamento dovevano iniziare nel 2011. Ma il cantiere di fatto non partì mai.

E la beffa finale arriva dalla vecchia Tiberina, la strada che potrebbe essere alternativa al viadotto: è piena di frane e di fatto inservibile, praticamente abbandonata per una serie di pastoie burocratiche.

Parte nel frattempo la class action del Codacons. “La chiusura del viadotto – scrive lo stesso Codacons – ha inevitabilmente colpito una moltitudine di cittadini e automobilisti, con ingorghi, macchine incolonnate, studenti romagnoli e toscani bloccati, tir costretti a tornare indietro – spiega il Codacons – Le ripercussioni, in particolare sul trasporto merci e l’attività delle aziende locali, tagliate fuori dal cuore dell’Italia, sono apparse subito molto pesanti, e purtroppo il conto dei danni si aggrava giorno dopo giorno”.

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