5 Gennaio 2011

E’ UNA VICENDA penosa e vergognosa, quella dell’ adeguamento del deposito cauzionale deciso da Publiacqua, società che tutto è meno che “pubblica”

E’ UNA VICENDA penosa e vergognosa, quella dell’ adeguamento del deposito cauzionale deciso da Publiacqua, società che tutto è meno che "pubblica". Una decisione del tutto unilaterale, che pesa come un macigno sulle tasche dei "tartassati", in una congiuntura economica fortemente critica. Ancora una volta, si assiste al prevalere della "legge del più forte": si vedono privilegiare logiche utilitaristiche di massimizzazione dei profitti a esclusivo vantaggio dei soci privati (che sono la minoranza) dell’ acquedotto fiorentino. Soccombono i soci pubblici (i Comuni), che dovrebbero garantire al massimo livello i cittadini, facendo loro usufruire di un bene essenziale come l’ acqua al minimo costo. Una vicenda su larga scala, che riguarda 200.000 utenze su 370.000 ed insiste in un’ area geografica in cui il costo dell’ acqua è già il più caro d’ Italia. L’ acqua è un bene essenziale e comune e il servizio deve essere erogato a tariffe più accessibili per tutti. Non deve essere lo strumento per "fare cassa". Il fatto che siano rimaste inascoltate le richieste di Aato 3 (le "misure di mitigazione" ed il "periodo di rodaggio") è la dimostrazione evidente delle distorsioni introdotte dalla gestione privata dell’ acqua e del conflitto di interessi tra controllori e controllati. Il risultato è che ne fanno le spese i più deboli fra i più deboli: coloro che non possono accedere alla domiciliazione bancaria, persone appartenenti alle frange più povere quali anziani senza conto corrente, salariati al minimo, ecc.. Perché Publiacqua, che dal 2007 ad oggi ha realizzato utili sostanziosi, non li ha utilizzati per abbassare le tariffe? Gli investimenti di Publiacqua sono già oggi inclusi nella tariffa: gli utili devono servire ad abbattere le tariffe. Inasprire le bollette serve solo ad aumentare il problema che si voleva eliminare: l’ aumento dei morosi e dei ritardatari. * Presidente Codacons Toscana.
 

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