14 Maggio 2011

“E’ un progetto sciagurato, giusto fermarlo”

VENEZIA. «Abbandonare subito quello sciagurato progetto e pensare davvero al rilancio del Lido, senza svendere le aree alla speculazione dei privati». Il coordinamento delle associazioni del Lido torna all’ attacco. «Dobbiamo cogliere l’ occasione», dice il portavoce Salvatore Lihard, «per ridiscutere tutto. Il ministro Galan ha ragione, quel progetto è morto, va ripensato completamente. E noi ne eravamo stati facili profeti. Adesso occorre coraggio, e una nuova idea per rilanciare la Mostra del Cinema»». Le associazioni ambientaliste del Lido (Difesa dei Murazzi., Rocchettam Estuario Nostro, Codacons, Italia Nostra, Lipu, vegetariani, Pax In Aqua) insieme al Movimento per la Difesa della Sanità pubblica avevano inscenato fin dall’ inizio manifestazioni e inviato esposti alla magistratura e alla Corte dei Conti. «Fermate lo spreco di denaro pubblico», dicevano. Le foto dei grandi striscioni con su scritto «Vergogna», esposti alla Mostra del Cinema di settembre avevano fatto il giro del mondo. «Ma nessuno ci ha ascoltato», dice Lihard. La protesta era iniziata all’ indomani dell’ abbattimento della pineta e dei 130 alberi a lato del palazzo del Cinema per far posto al cantiere della Sacaim. Un «sacrificio» ambientale che secondo i comitati non avrebbe nemmeno prodotto buoni risultati per la collettività. «+ nuovo Palacinema-palazzo dei Congressi» dice Lihard, «i è rivelato un’ operazione fallimentare. E il grande buco del cantiere, dove i lavori sono stati sospesi più volte per il ritrovamento di amianto nel sottosuolo, rende difficile da due anni la vita del Lido. «Occorre rilanciare l’ attività convegnistica al Lido», continua Lihard, «proporre un’ idea diversa di sviluppo e sospendere la vendita dell’ area verde dell’ ex Favorita, che va riconsegnata al Comune». Anche l’ operazione di trasformazione di Des Bains ed Excelsior ad opera dei nuovi padroni, la Finanziaria Est Capital, ha prodotto secondo i comitati «la perdita di 250 lavoratori e diu professionalità che se ne sono andate in altre località». Infine, i comitati ribadiscono la loro richiesta di rimuovere il commissario straordinario Vincenzo Spaziante, nominato dal governo nel marzo del 2009. «Doveva garantire la rapida realizzazione di un’ opera per il 150esimo dell’ Unità, ma così non è stato: per i progetti del Lido non ci serve un commissario». (a.v.)
 

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