6 Ottobre 2020

«E’ un omaggio, nessuna blasfemia Invitatela, le spiegherò chi era»

«Facciamo così: se il Comune di Sassoferrato, come spero, inviterà Chiara Ferragni nella terra natia dell’ artista, io sono pronto ad esserci e a farle da cicerone per spiegarle chi era questo grande artista». Vittorio Sgarbi prende la palla al balzo e non si fa pregare per mettere le sue conoscenze di critico d’ arte al servizio di una vicenda su cui evita di vestire i panni del censore, vedendo aspetti a suo dire solo positivi. «Sebbene – spiega – sostenga altre battaglie degli amici del Codacons, come quella sulle mascherine, questa non la approvo. Qui, sinceramente, non ci scorgo blasfemia, piuttosto riconosco un omaggio all’ arte e al pittore. Del resto anche Raffaello amava giocare con i volti dei personaggi e modificarli, a cominciare da quando si ispirò alla Gioconda. Fa parte del concetto stesso di arte e creatività». Insomma, Sgarbi sta dalla parte dell’ influencer del web. «Diciamo che apprezzo la sua svolta artistica, iniziata con la promozione social degli Uffizi di Firenze e del Botticelli e proseguita con questa riscoperta del Salvi. Magari il pittore stesso sarebbe felice della rivisitazione. È un po’ come quando Crozza imita De Luca e in questo modo ne approva l’ importanza, ritenendolo degno di farlo entrare nel suo lavoro di caricaturista». E anche se a Sassoferrato in molti mugugnano parlando di affronto o sberleffo, il critico invita a prendere il buono dell’ aspetto mediatico. Lui che, peraltro, nel 2018 portò l’ opera in questione in un’ esposizione ad una mostra a Perugia di cui era Il curatore. «Credo piuttosto che ora la ‘Madonna con bambino’ realizzata dal pittore sentinate e conosciuto con l’ appellativo de ‘Il Sassoferrato’ sia diventata più nota della località stessa. Magari vorrei capire se dietro la scelta del dipinto c’ è stato uno studio del pittore e della sua opera». Da qui la proposta per dare ulteriore seguito alla ribalta mediatica per l’ artista sentinate. «Ho visto che a Sassoferrato pensano di invitare la Ferragni per farle conoscere meglio l’ artista. Ecco, questo sarebbe un modo intelligente e non polemico di affrontare la vicenda. Anzi, piacerebbe esserci anche a me per approfondire la virata pittorica dell’ imprenditrice web alla ricerca del bello e magari illustrarle direttamente le opere del Salvi». Alessandro Di Marco.

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