6 Novembre 2009

E’ UN AUMENTO che fa male ai consumatori

 E’ UN AUMENTO che fa male ai consumatori, e soprattutto ai loro portafogli. E’ stato definito così da Enrico Scarazzati, presidente della Lega Consumatori di Rovigo, il salasso che sta colpendo in questi giorni tutti gli automobilisti. Un salasso particolare, visto che i prezzi della benzina attualmente non risultano in linea con quelli europei. «Anni fa abbiamo portato avanti numerose battaglie, ma non è mai servito a niente» racconta il presidente, constatando a malincuore come i costi siamo saliti veriginosamente nel giro di poco tempo. Un problema che si può affrontare in un’unica maniera: facendo attenzione. «L’unico consiglio che mi sento di dare ai consumatori spiega Scarazzati è quello di tenere costantemente d’occhio i prezzi dei vari distributori di benzina, cercando di scegliere sempre quello più economico». L’aumento del prezzo del petrolio, unito alla tassa sul prezzo del carburante, facilita il continuo alleggerirsi dei portafogli: «Invitiamo quindi a un utilizzo più accurato dell’automobile prosegue Utilizzando, dove possibile, i mezzi pubblici e la bicicletta». Che sia quindi un incentivo a rispolverare la cara e vecchia bici parcheggiata in garage? «Forse dice il presidente ma purtroppo siamo un popolo di pigri».  E mentre il presidente della Lega Consumatori invita i polesani a sfidare il freddo, ripiegando sull’utilizzo del due ruote, il Codacons suggerisce alcune semplici regole per calmierare i prezzi. Innanzitutto suggerisce una cabina di monitoraggio per verificare l’andamento dei prezzi dei carburanti, con sanzioni severe che puniscano gli speculatori e fungano da deterrente; In secondo luogo propone una commissione parlamentare di inchiesta per monitorare il settore e colpire la speculazione dei petrolieri, aggiungendo una defiscalizzazione del prezzo dei carburanti attraverso l’eliminazione delle accise.  Dal Codacons arriva poi la proposta di un’apertura della vendita dei carburanti alla grande distribuzione, seguendo l’esempio francese, dove viene venduto il 60% dell’erogato a prezzi inferiori del 15% rispetto a quelli praticati dai grossi marchi petroliferi; A ciò si aggiunge la proposta di installare dei benzacartelloni’ sulle autostrade, su cui segnalare i prezzi delle diverse compagnie e la distanza chilometrica delle rispettive stazioni di servizio; Infine, accelerare il processo di modernizzazione della rete distributiva dei carburanti sullo stile di Francia e Germania, che determinerebbe un risparmio di 5 6 centesimi di euro.

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