E sui rincari per i libri di testo indaga la Guardia di Finanza
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Qualcosa già è aumentato, qualcosa aumenterà. In fatto di prezzi, le famiglie italiane hanno poca scelta: la crescita è ovunque, dai trasporti alla cultura, dall`acqua, al pane all`energia. In questi giorni, con la scuola che si avvicina, il caro-libri di testo è sulla cresta dell`onda: +5% il diffuso rialzo annuo sul prezzo di copertina, con nuove edizioni che spesso variano pochissimo. Il ministero ha fissato tetti di spesa (280 euro per le superiori) ma di media la spesa già arriva a 300-320 euro per ogni figlio. Proprio per questo, partendo dai libri di testo, è scattata la controffensiva: ieri l`Antitrust ha dato mandato alla Guardia di Finanza di effettuare “una rilevazione“ in 8 città campione (Milano, Roma, Napoli, Torino, Palermo, Bologna, Bari e Verona) sui prezzi dei libri di testo delle scuole superiori. Le Fiamme Gialle esamineranno le serie storiche dei prezzi negli ultimi tre anni sui fondamentali libri di testo degli istituti tecnici e dei licei classico e scientifico. “L`obiettivo ? è stato spiegato dall`antitrust ? è verificare se vi siano comportamenti patologici da parte degli editori o se la questione sia solo legata al mercato“. I risultati dell`indagine, cui è arrivato immediato il plauso del ministro della Pubblica istruzione Beppe Fioroni, saranno discussi durante una riunione del collegio dell`antitrust già fissata per il 6 settembre. Nel frattempo, però, genitori e alunni fanno i loro acquisti. Il rincaro nei testi scolastici non è l`unico già riscontrato. A Bergamo, ad esempio, stando alle variazioni dei prezzi al consumo Istat, la “stangata“ rispetto al 2006 è arrivata nel settore trasporti (con gli aerei a +10,05%) e fra le strutture ricettive (camping +32,5%, agriturismo +15,5%). Nel settore alimentare, rispetto al mese precedente, l`insalata è aumentata del 4,6% mentre, di contro, è crollato il prezzo delle zucchine. A livello nazionale, per i prossimi mesi, le associazioni dei consumatori hanno effettuato alcune stime sugli aumenti: “Nel 2007, rispetto al 2006, ogni famiglia avrà speso in media 1.098 euro in più“, accusano. Fra gli altri aumenti, quelli alla voce banche-carte di credito (+4,7%), elettricità (+7,1%), gas (+4,8%), abiti e scarpe (+3,9%), tempo libero (+1,5%), bevande e tabacchi (+2,5%), mobili e servizi per la casa (+ 3,2%). Ci sono poi le spese per l`abitazione, che secondo i consumatori si assestano mediamente su 7.789 euro all`anno per ogni famiglia, che subiscono un rincaro del 2,6%. In fatto di scuola, il rincaro complessivo sarà dell`11%, per l`Rc Auto del 4,1%, per la voce “alberghi e ristoranti“ +4,4%. Il settore alimentare porta via circa 6 mila euro ogni anno per famiglia, stimano le associazioni, e nel 2007 il ritocco finale si attesterà sul 7,4%. Anche per l`acqua è in arrivo la stangata: 14,7% in più rispetto al 2006. Le due voci in discesa (telefonia, -5% e sanità -3,7%) non bastano a placare le proteste dei consumatori, che per il 13 settembre hanno indetto lo sciopero della pasta contro i rincari: niente spaghetti e niente maccheroni per un giorno. “L`obiettivo ? spiegano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori ? è denunciare una odiosa speculazione della filiera, ma soprattutto a sensibilizzare le forze politiche più illuminate per un`inversione di tendenza che sia in grado di rilanciare l`economia e i consumi, facendo respirare i massacrati bilanci familiari“.
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