14 Settembre 2004

E? successo in un attimo, il treno è deragliato

Due donne morte e 34 feriti sul treno deragliato a Cuneo




Probabile causa l?eccessiva velocità. Vittime un?impiegata e la capotreno




MILANO. E? successo in un attimo, il treno è deragliato finendo steso ai lati dei binari. E? accaduto ieri mattina, 7 e 19 minuti, a un chilometro e nezzo dalla stazione di Cuneo. Nel disastro sono morte il capotreno, Anna Maria Matarese, 46 anni, e un?impiegata civile della Questura di Cuneo, Duilia Logli, 40 anni. Altre 34 sono rimaste ferite, tra cui il macchinista, Pietro Santo Noto. L?uomo è ricoverato nel reparto di medicina d?urgenza. Il treno 4441, del tipo Taf (Treno ad alta frequentazione), era composto da quattro carrozze, una delle quali con funzioni di motrice. Il treno era partito in orario dalla stazione di Torino Porta Nuova alle 6,05 con i passeggeri, gran parte pendolari, molti studenti che ieri in Piemonte affrontavano il primo giorno di scuola, e persone dirette in Liguria o in Costa Azzurra. Secondo la ricostruzione fatta dal questore di Cuneo, Paris Di Sapio, che si è recato immediatamente sul posto insieme al magistrato, il deragliamento è avvenuto all?uscita da uno scambio al Bivio di Madonna dell?Olmo, che si trova a un chilometro e mezzo dalla stazione di Cuneo. In quel punto i binari diventano due poiché una linea porta a Cuneo e l?altra a Saluzzo. La tratta corre interrata in una trincea sotto il livello stradale. Dopo il deragliamento il convoglio ha ancora percorso parecchie centinaia di metri, ha sradicato due portali che reggono la linea elettrica e si è fermato accanto alla massicciata. Alla fine della corsa si è coricato su un fianco solo il primo vagone, mentre gli altri sono rimasti dritti. «Secondo le prime valutazioni, il treno avrebbe affrontato lo scambio ad una velocità abbastanza elevata, superiore ai 60 chilometri orari previsti e lo dimostrano i 500 metri percorsi deragliando. Le inchieste appureranno la verità», ha detto William Casoni, vice presidente e assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, «se l?errore è dovuto a una cattiva segnalazione o ad altri fattori ma escludo che sulla tratta Fossano-Torino ci fossero lavori in corso. Quanto al treno, era fra i più nuovi in circolazione, con 14mila chilometri percorsi. Inoltre il macchinista era molto esperto della linea». Esclusa al momento l?azione dolosa, come afferma il prefetto di Cuneo, Francesco Avallone, resta dunque da chiarire se l?incidente sia dovuto ad un errore umano. L?ennesimo drammatico episodio ha alimentato le polemiche sulla sicurezza e il senatore della Margherita, Giuseppe Vallone, ricordando che questo è il terzo incidente ferroviario avvenuto in Piemonte, nonché il più grave, chiede se non sia il caso di valutare la situazione dei cantieri ferroviari nel nostro Paese. «Attendo ancora dall?aprile scorso», aggiunge Vallone, «la risposta del ministro Lunardi alle mie interrogazioni sui lavori della Tav Torino-Milano». E mentre il Codacons chiede le dimissioni dei vertici delle Ferrovie, dai sindacati (Fit-Cgil, Uilt, Sma-Fast e Ugl Ferrovie) arriva la ferma richiesta di rilanciare il tema della sicurezza e chiarire quali investimenti e infrastrutture sono previsti.

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