9 Settembre 2010

E’ STATO il furto di una serie di cavi di rame a provocare i ritardi di ieri

ROMA – E’ STATO il furto di una serie di cavi di rame a provocare i ritardi di ieri mattina lungo la «direttissima» Roma-Firenze. Lo hanno riferito le Ferrovie dello Stato, confermando l’ ipotesi che era stata già avanzata in mattinata. Il furto ha causato la caduta della linea elettrica aerea tra Settebagni e Tiburtina, alla periferia della Capitale; interessati ai ritardi (l’ interruzione è durata dalle 8,15 alle 11,25) otto treni «Frecciarossa». Il guasto ha interessato il binario «pari», sul quale viaggiano i treni diretti verso nord, e durante le operazioni di ripristino della linea la circolazione è avvenuta sull’ altro binario della «direttissima» e sui due binari del vecchio tracciato. Sono stati otto – hanno precisato le Ferrovie dello Stato – i «Frecciarossa» diretti al Nord coinvolti, con ritardi che hanno toccato i 40 minuti. Tuttavia, alcuni treni, partiti dalla Capitale verso Firenze, hanno accumulato ritardi superiori a un’ ora e un convoglio, rimasto fermo sulla linea, è stato riportato nella stazione di Roma Tiburtina. Nessuna particolare ripercussione, invece, per i treni diretti a Roma, che hanno viaggiato sulla linea dell’ Alta Velocità con ritardi contenuti. Il disservizio ha determinato qualche protesta da parte dei viaggiatori sia nelle stazioni, sia sui treni, e le scuse da parte delle Ferrovie dello Stato attraverso messaggi diffusi sia a Roma Termini, sia a Firenze Santa Maria Novella. Codacons e Adiconsum, associazioni di consumatori, hanno chiesto che gli utenti siano risarciti con rimborsi e bonus.

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