È stata la mano di Gianni
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fonte:
- Il Mattino
L a rogna vera per il Sanremo 2022 è il rinfocolarsi della pandemia, che fa già rinunciare alle manifestazioni collaterali in piazza, e fa preoccupare per il ritorno del pubblico all’Ariston: per ora ci si assesta sull’ipotesi di pubblico contingentato e con supergreen pass, ma se le cose dovessero peggiorare… La rogna burletta è quella che ha innescato ieri mattina Gianni Morandi, pubblicando, «per sbaglio» si dice, sulla sua pagina Facebook – 3 milioni di follower – un video in cui per quaranta secondi, ritornello compreso, si ascoltava «Apri tutte le porte», il brano che Jovanotti ha scritto per riportarlo a Sanremo. Scoperto l’inguacchio, il settatasettenne divo ha rimosso il post, ma ormai rischiava l’eliminazione, visto che era evidentemente venuta meno la caratteristica principale richiesta dal regolamento: presentare una canzone inedita. Ma, come successo l’anno scorso con Fedez, in passato con Cristicchi, Paola e Chiara, D’Alessio e Bertè, la Rai ha prontamente trovato come «risolvere» il caso senza danni. Per gli ascolti probabilmente, non certo per la credibilità della terra dei cachi: «Si è trattato di un inconveniente tecnico, dovuto alla necessità di Morandi di portare un tutore alla mano destra che ha subito interventi a seguito dell’incidente occorsogli alcuni mesi fa. L’impedimento al movimento della mano ha determinato l’errore per cui Morandi ha messo in rete il backstage che stava vedendo privatamente. Morandi non è mai ricorso a social media manager per la gestione del suo profilo Facebook e ha quindi commesso l’errore tecnico sopra menzionato. Restano quindi in gara la canzone e l’artista», dice la nota vidimata dal direttore artistico e conduttore Amadeus. Ridotto a meme in rete, «È stata la mano di Gianni» l’inevitabile gag innescata, l’eterno ragazzo di Monghidoro ci ha rimesso la faccia: «Questa volta l’ho fatta grossa. Forse da oggi è meglio che dei social se ne occupi Anna», ha ironizzato Gianni affidandosi alla moglie. Ma se tutti sono contenti di rivederlo all’Ariston, non si può dire lo stesso del vedere così maltrattato il regolamento anremese, peraltro manipolato in corso d’opera almeno già tre volte nell’edizione in corso. Nessuna novità, certo, tra papaveri e papere cosa vuoi che conti un comma, un articolo? Nel 2018, per mantenere in gara Ermal Meta e Fabrizio Moro con «Non siamo stati noi», futura canzone vincitrice che aveva lo stesso ritornello di un brano del 2016, scritto dai due con un terzo autore, ed edito, si decise che bastava a definire un inedito che il pezzo in gara fosse «per due terzi originale». «Di questo passo si potrebbe pensare di giustificare ognuno degli artisti per un post partito inavvertitamente», si è infuriato Sergio Cerruti dell’Afi, associazione dei fonografici indipendenti, mentre il Codacons,con il consueto stile apocalittico, parla di decisione vergognosa e minacciava azioni legali. «Sono l’unico che ti può capire», ironizza Fe-dez, «la cosa si è risolta nel mi-gliore dei modi», si consola Jovanotti. Ma la rogna vera resta il Covid. Il sindaco Alberto Biancheri vorrebbe mantenere almeno i ventilati eventi sulla nave Costa Crociere ormeggiata nel porto di cui si parla di nuovo, magari con il prezzemolino Orietta Berti a tirare le fila. Ma intanto ufficializza la rinuncia al palco in piazza Colombo per gli eventi collaterali aperti alla città: «Sicuramente sarà un Festival che fino a tre mesi fa nessuno di noi si sarebbe mai immaginato di dover affrontare». Una (quasi) notizia buona c’èè, comunque: Fiorello ha pubblicato il calendario del suo tour teatrale. Dall’1 al 5 febbraio, le date del Festival non ha impegni.
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