17 Maggio 2020

È sempre la burocrazia a frenare la reale importanza delle imprese.

È sempre la burocrazia a frenare la reale importanza delle imprese. Lo avevano segnalato i sindacati nei giorni scorsi, a proposito dei ritardi sui pagamenti della cassa integrazione, e ora sono anche le associazioni dei consumatori a denunciare il problema. Un esempio arriva da Codacons, che ha realizzato un nuovo monitoraggio relativo ai prestiti sotto i 25mila euro garantiti dallo Stato in favore delle piccole imprese, e i risultati sono, purtroppo, del tutto sconfortanti. Sono state eseguite dall’ 11 al 14 maggio 120 telefonate alle filiali di 10 diverse banche dislocate su tutto il territorio italiano, negli orari di apertura degli istituti spiega l’ associazione Nel 61% dei casi non c’ è stata alcuna risposta (erano il 56,8% ad aprile), situazione che si ribalta se si contattano i numeri verdi messi a disposizione dalle varie banche, dove la risposta è assicurata. Quanto al contenuto delle informazioni rese circa la possibilità di ottenere il prestito garantito sotto i 25mila previsto dal Governo, il monitoraggio del Codacons evidenzia quanto già denunciato il mese scorso: si sono rilevate pesanti difformità nelle risposte fornite anche fra operatori delle stesse banche, i quali a volte affermano che per ottenere il finanziamento occorre già essere correntisti presso lo stesso istituto, altre volte sostengono che è possibile anche per i non correntisti accedere al prestito. Molte banche che garantiscono l’ accesso al prestito ai non correntisti chiedono però di recarsi personalmente in filiale per sbrigare le relative pratiche, prosegue l’ associazione dei consumatori. Non solo. La maggior parte delle banche afferma di procedere con valutazione del merito creditizio del richiedente prima di aprire la procedura di concessione. Tutte situazioni queste che non solo violano le disposizioni del Governo, ma rischiano di rappresentare un ostacolo per migliaia di piccole imprese e di rallentare la ripresa economica del paese, spiega ancora l’ associazione. Per tale motivo il Codacons invierà i risultati del monitoraggio a Bankitalia, chiedendo di elevare sanzioni pesantissime contro gli istituti di credito che non rispettano le disposizioni di legge sui prestiti sotto i 25mila euro. A più di un mese dall’ emanazione del decreto Liquidità, che peraltro riprendeva norme previste dal decreto Cura Italia di marzo, le richieste per operazioni fino a 25.000 euro sarebbero 184.000, con un incremento di 19.000 sul giorno precedente, hanno rilevato i parlamentari della Lega in Commissione d’ Inchiesta sul Sistema Bancario e Finanziario. Tuttavia – spiegano – considerando che una stima attendibile delle partite Iva in Italia si situa attorno ai 5,6 milioni, anche ipotizzando che questo ritmo raddoppi, ci vorrebbero sei mesi per soddisfare le potenziali richieste di chi ha visto azzerato il proprio fatturato. Sarebbe importante quindi che l’ Abi intervenisse presso quei suoi associati che stanno negando l’ erogazione del credito in attesa della definitiva conversione del decreto, come risulta da numerose testimonianze pervenute ai parlamentari membri della Commissione d’ Inchiesta. Nei giorni scorsi, interpellato sui ritardi nei pagamenti sulla cassa integrazione e all’ indomani del decreto Rilancio annunciato dal governo il segretario regionale della Cgil Puglia aveva commentato: «I provvedimenti messi in campo dall’ esecutivo sono importanti e anche molto coraggiosi, il punto però è che si fa fatica a metterli in pratica per colpa della burocrazia. È evidente che il sistema Paese non riesce a stare al passo ai provvedimenti annunciati dal governo nel bel mezzo di una emergenza». Intanto, il premier Giuseppe Conte, nella conferenza stampa in cui ieri sera ha annunciato le riaperture per la fase-2 da domani, ha annunciato: «Confido che già oggi il decreto rilancio vada in Gazzetta ufficiale. In queste ore passa al Mef per la bollinatura finale». Il premier ha inoltre comunicato che il governo è al lavoro sul decreto Semplificazione per passaggi amministrativi più rapidi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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