4 Febbraio 2003

E se il Dopofestival si mangiasse il Festival?

Operazione Sanremo. E se il Dopofestival si mangiasse il Festival?

I progetti di Baudo minacciati (in lunghezza) dalla foga di Sgarbi
Minishow per ogni cantante, ospiti Littizzetto, Panariello, Frassica



Il ciclone Sgarbi irrompe su Sanremo inteso come fenomeno mediatico e tutti si ritirano pensosi in se stessi. Perfino la malaugurata ipotesi della guerra ahimé alle porte, che il direttore di Raiuno Del Noce ha opportunamente fatto balenare – e che potrebbe far saltare pezzi o intere serate della gara di canzoni – appare sfumata, quando arriva Don Vittorio e tutti tacciono perché lui parla e parla finché non c`è più il tempo – né francamente la voglia – di allungargli una domanda. Che i congiuntivi siano a posto è una piccola consolazione; qui s`è soprattutto capito che il Dopofestival vorrebbe tanto mangiarsi il vecchio Festivalone, in una tirata di ben 4 ore per nottambuli, turnisti di autostrade, discotecari in chill-out e quant`altro. E con un Pre-Dopofestival durante la prima serata, con il Dopofestival vero e proprio per un paio d`ore a partire dalla mezzanotte e mezza, più un Dopo-Dopofestival che potrebbe trascinare al seguito del Dandy i volontari, per chiese e monumenti e gioielli architettonici di Sanremo e dintorni. Comunque, non c`è guerra né Sgarbi che tenga. Il Festival si farà, dal 4 all`8 marzo in diretta Raiuno: lo ha testimoniato l`imponente parata di Vip e Nip coordinati da Sua Pippità durante la classica conferenza stampa di ieri mattina al Casinò.
FESTIVAL DELLE NOVITA`. Del Noce (ma non solo lui) si era annoiato durante la diretta di «Miss Italia» e non ne aveva fatto mistero. Forse memori, Baudo e i suoi mai così numerosi autori hanno rivoluzionato l`abusato copione: niente più mortale sfilata dei Big, ma fra martedì 4 e mercoledì 5 i venti Campioni divisi in due turni avranno a disposizione ben 10 minuti; ogni brano in gara sarà preceduto da un minishow cucito su misura per ciascuno. Un esempio lo dà Baudo: «Sergio Cammariere, pianista e amante della musica concertistica leggera, farà una fantasia di Gershwin e Serena Autieri canterà “The Man I Love“, poi lui eseguirà il suo pezzo». Nelle stesse serate si esibiranno (ma velocemente) in due gruppi i Giovani, con una regia di Landi che li ambienta come in un videoclip.
NON CHIAMATELE VALLETTE. «Vi prego di chiamarle presentatrici», implora Superpippo all`arrivo di Claudia Gerini e Serena Autieri. Della prima i meriti artistici sono più noti, della seconda tutti sussurrano che è fidanzata di un direttore Rai. Hanno detto poche parole, a Sanremo, non memorabili: ma all`Ariston faranno il diavolo a quattro.
OPERAZIONE SANREMO: L`ORCHESTRA E VISSANI. Si stringono sempre più i legami fra Superpippo e il suo otorino, il dott. Bottini che è poi il sindaco della Città dei Fiori: quest`anno l`orchestra sarà quella Stabile Sinfonica di Sanremo, con l`aggiunta di una sezione ritmica. Ma poiché il Comune vuole rilanciare anche il Casinò e il suo ristorante, invece di cominciare a dare una bella mano di bianco all`interno e cambiare le squallide luci giallo-ospedale alle slot-machines, Bottini&C. hanno chiesto di far cucinare Vissani durante il DopoFestival. Giusto così, perché non c`era già abbastanza carne al fuoco.
I SUPEROSPITI. I già sicuri: martedì 4 Peter Gabriel e Shania Twain (una in confronto della quale Jennifer Lopez è un premio Nobel); mercoledì 5 Rod Stewart e Des`ree; giovedì 6 Panjabi e Carla Bruni ora chanteuse (oltreché di rara simpatia umana); venerdì 7 Blu e T.A.T.U., le due russe note per le (false) lesbicate; sabato 8 Shaggy e Diana Krall. Altri saranno annunciati.
COMICI & C. «Sono stato a Torino in una casa umbertina, e mi ha anche preparato i dolci»: così Baudo ha raccontato l`invito a Luciana Littizzetto il martedì 4, per interventi a ruota libera. Stessa cosa farà il 4 Enrico Montesano. Per il 5 e il 6 si sta trattando (si parla di Nicole Kidman), mentre la finalissima è già appannaggio di Giorgio Panariello: «L`ho visto a Grosseto in spettacolo. Trasformato, niente volgare», assicura Baudo alla signora Ciampi. Poi c`è Frassica: «Sarà in un palco a fare Telescasazza per i suoi 4 spettatori». Compariranno anche una trentina di volti noti, da Amanda Lear a Simona Ventura, da Faletti a Verdone a Teocoli, turnisti di una giuria tecnica che cambia tutte le sere e incide per il 25 per cento sulle votazioni (a proposito di vincitori, il Codacons si fida così tanto che ha già depositato presso un notaio il nome del vincitore).
ED E` SUBITO SGARBI. Arrivato scendendo la scala del teatro del Casinò che neanche Wanda Osiris, accompagnato da una fanciulla slovena che farà parte della sua corte notturna, il parlamentare è partito col preambolo «Il Dopofestival, essendo gratuito, durerà 4 ore». 1) Ha pianto in greco sulla partecipazione gratuita: «Se fossi su Canale 5 Berlusconi mi pagherebbe, ed essendo lui padrone di tutto che gli frega se mi paga Canale 5 o la Rai». 2) «Era meglio ai tempi dell`Ulivo, andavo da Limiti e mi pagavano. Ho nostalgia di Prodi e di D`Alema». 3) «Uno che vota Ulivo come Baudo è pagato. Perché io no». Poi si è detto deluso che nessuno lo avesse colto in mattinata nel suo albergo con Bocelli, venuto a raccomandargli un bassista; ha detto di aver assoldato in Birmania un monaco Zen e a Roma l`ex inviato di «Striscia» Salvi: «Ricci lo ha licenziato perché era troppo cattivo». Ha annunciato: «Avrò una raccomandata del direttore Saccà, così giudicherete i suoi gusti», e fra i vari esperti in scena ha fatto i nomi di Gianni Borgna, Adriano Aragozzini, Paolo Isotta, Lina Sotis, la vedova giapponese di Balthus. Infine, l´onorevole si è ferito nello scoppio di una vetrata dell`Hotel Royal alla mano destra e al naso. «E´ un segno del destino – ha sorriso imperturbabile -: mi pagherà l`assicurazione, con buona pace di Gentiloni. Il pezzetto di faccia che mi è stato tolto sarà il mio compenso. Ma non ho perso la faccia».

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