19 Agosto 2004

E? scontro sulla custodia preventiva

E? scontro sulla custodia preventiva

Il ministro Giovanardi: «Chi censura gli abusi dei giudici?»

ROMA – La rivolta nel carcere romano di Regina Coeli, che il ministro della Giustizia Castelli collega alla recente visita «dei soliti personaggi» (vale a dire dei radicali, che si risentono, preannunciando denuncia per calunnia) e le ipotesi di suicidio-omicidio del sindaco di Roccaraso Valentini, rilanciate da Marco Pannella alla radio nonché dal presidente del Codacons Carlo Rienzi e adombrate anche dal deputato dello Sdi Ottaviano Del Turco, arroventano il dibattito sulla custodia cautelare e la sua applicazione. Ed è polemica anche sulle condizioni di sovraffollamento intollerabile delle carceri italiane causato, in larga misura, proprio dal gran numero di detenuti in attesa di giudizio, finiti dunque in prigione «cautelativamente», prima non solo della sentenza definitiva ma dello stesso processo. Una percentuale che secondo Magistratura democratica è del 25 per cento (su 56 mila detenuti, contro una capienza delle carceri di 43 mila prigionieri), mentre per il verde Paolo Cento – che parla di «situazione esplosiva» – raggiungerebbe addirittura il 70 per cento. Quanto ai suicidi, solo nell?ultimo anno, sarebbero 53 o 65, secondo le fonti.

Garantista a oltranza, Pannella dichiara alla radio che quel che è accaduto a Sulmona «non è compatibile col suicidio» e, forte anche della coincidenza di tre «suicidi» avvenuti nell?ultimo anno nel supercarcere di Sulmona, arriva a sostenere che «nelle carceri italiane si è ormai affinata la tecnica di assassinare per suicidio». Un?ipotesi che Del Turco giudica «una possibilità di una gravità eccezionale». Il deputato socialista si meraviglia di essere il solo politico presente al funerale del sindaco di Roccaraso (ma il presidente della Camera Casini ha inviato una corona di fiori) però non interviene nel dibattito. Lo fa invece il segretario dello Sdi Enrico Boselli, osservando che «la giustizia italiana ha bisogno di riforme condivise da maggioranza e opposizione» e sollecitando il Csm «a vigilare con severità sull?operato delle toghe». Lo stesso invito, ma più perentorio, arriva dal centrista Carlo Giovanardi. «Il Parlamento è già intervenuto sulla custodia cautelare. Le regole sono chiare. Ma cosa fa il Csm davanti a questi abusi da parte dei giudici? Nessuno li censura».

Il ministro per i Rapporti col Parlamento dà per scontato che abusi vi siano stati (mentre il Csm sta solo ora aprendo un?indagine conoscitiva). Magistratura democratica non ci sta. Il segretario nazionale Claudio Castelli trova «stupefacente» che il fatto drammatico di Roccaraso «abbia dato la stura ad accuse apodittiche sulla volontà persecutoria dei magistrati o su un presunto uso disinvolto della custodia cautelare. Se ci sono elementi, emergano con chiarezza, adeguatamente documentati. In caso contrario, ci troveremmo davanti all?ennesima campagna contro i magistrati, accusati di essere giustizialisti».

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