E’ scontro sull’ uso dei cellulari a scuola
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fonte:
- Corriere dell`Umbria
il codacons apre un fronte sanitario: “i rischi che derivano dall’ utilizzo dello smartphone sono certificati”
Si ä aperto – forse – un altro fronte di scontro nel governo. Il dubbio ä trito e ritrito e si ripresenta ogni volta che il Miur cambia padrone di casa: se sia lecito, utile o addirittura indispensabile utilizzare i telefoni cellulari in classe. Il ministro dell’ Istruzione pentastellato, Marco Bussetti, dice di si, se per fini didattici. Ma un emendamento depositato alla Camera dalla Lega, insieme a un’ altra proposta di Forza Italia, vorrebbe reintrodurre il divieto assoluto imposto da Giuseppe Fioroni nel 2007 e superato dall’ ex ministra Valeria Fedeli un anno fa. “E’ uno strumento fondamentale e sono a favore”, spiega Bussetti, sottolineando ilsuo “rispetto” per l’ autonomia scola stica e del docente: “E poi ho fiducia nei nostri studenti, nel loro senso di responsabilità sull’ uso consapevole di questi strumenti”. Cos ì facendo, il ministro si allinea alla proposta di Fedeli, che aveva indicato nello smartphone uno strumento per facilitare l’ apprendimento, fa notare la vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Simona Malpezzi. “Purtoppo, la linea del ministro Bussetti non ä condivisa dai suoi colleghi di governo che vogliono mettere il divieto senza comprendere la sostanziale differenza tra telefonare in classe e usare la tecnologia in modo consapevole. Del resto Lega e M5s sono convinti che il senso civico si apprenda attraverso la repressione e che i divieti valgano più della capacità critica di analizzare la realtà. Qualcuno ha avvisato il povero ministro Bussetti che la sua opinione non conta?”, sbotta. Intanto il Codacons sale sulle barricate e si dice pronto a impugnare il provvedimento. “Speriamo vivamente che le dichiarazioni del ministro siano uno scherzo di Carnevale anticipato”, scrivono, bocciando senza mezzi termini un possibile ingresso dei cellulari nelle aule. Il presidente Carlo Rienzi ricorda (“al di là dell’ aspetto fortemente diseducativo di una simile misura”) che una recentissima sentenza del Tar del Lazio impone una campagna informativa sui rischi per la salute derivanti dall’ uso dei telefonini. Il che renderebbe di fatto impossibile l’ ingresso dei cellulari nelle scuole, considerato che ä vietato diffondere tra i minori prodotti potenzialmente pericolosi. E poi il Codacons si appella a un possibile “fronte sanitario”, considerati i rischi certificati connessi all’ uso degli smartphone, dal punto di vista sia mentale che fisico, specie sui più giovani. Dal 2011 la Iarc, agenzia dell’ Oms, li ha classificati come prodotti a rischio cancerogeno. L’ uso intensivo di apparecchi in uno spazio ristretto come una aula scolastica, ä la denuncia del Codacons, “incrementerebbe in modo evidente i rischi per la salute degli studenti, e porterebbe a una valanga di ricorsi da parte dei genitori e a provvedimenti inibitori da parte dei tribunali”.
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