28 Novembre 2009

E per l’albero di Natale prezzi alle stelle in città

 
 "Te piace ‘o presepe?”. Lo chiedeva ossessivamente papà Cupiello nella famosa commedia di Eduardo De Filippo. Chissà cosa ne direbbero in casa Cupiello del fatto che ormai, in fatto di rincari, non si salvano nemmeno gli addobbi natalizi, gli ingredienti del cenone o gli oggetti della tradizione. A partire dall’albero di Natale: secondo l’associazione dei consumatori Federconsumatori, infatti, il prezzo dei tradizionali alberelli è aumentato in un solo anno fino al 20 per cento. Per un albero di media qualità, alto intorno ai 2 metri, ad esempio, a Napoli si devono sborsare circa 48 euro, il 16 per cento in più rispetto all’anno scorso e il 291 per cento in più rispetto al 2001, quando si pagava ancora in lire. Per uno un po’ più piccolo (un metro e ottanta), ma di alta qualità, il prezzo può arrivare a 59,90 euro: 20 per cento in più in un anno, 228 per cento in più di 8 anni fa. E non si tratta certo di piccoli numeri: l’anno scorso, secondo Confagricoltura, sono stati venduti 6,5 milioni di alberi. Per quest’anno i vivai associati – spiega Confagricoltura – a novembre hanno registrato una forte diminuzione degli ordini: "si teme un forte calo". Stessa musica arriva da Confesercenti: secondo le stime dell’associazione di categoria quest’anno nei negozi si venderanno circa 2,1 milioni di alberelli (di cui 1,1 finti). Dei 19 milioni di famiglie che fanno l’albero, infatti, solo il 5-6 per cento lo comprerà nuovo. Più in generale, con l’avvicinarsi delle feste, mostrano forti incrementi tutti i principali articoli natalizi. "Nel corso di 8 anni – spiega Federconsumatori – ci sono stati aumenti incredibili, con variazioni che oscillano tra il 72 e il 554 per cento". Le sfere decorate, ad esempio, sono aumentate del 14 per cento sul 2008 e del 143 per cento sul 2001. Non va meglio per il nastro da pacchi (più 17 per cento sul 2008 e più 226 per cento sul 2001), la candela centrotavola (rispettivamente più 5 e più 72 per cento), la ghirlanda (più 5 per cento e più 554 per cento) e la carta regalo (più 15 per cento e più 130 per cento). La soluzione, allora, è scegliere un Natale ‘minimal’.  Secondo un’altra associazione, il Codacons, la tendenza sarà ridurre all’osso l’acquisto di addobbi e lucine: la spesa delle famiglie per questi articoli crollerà del 15 per cento. Con la classica ‘ricetta della nonna’: tirare fuori dalla cantina i vecchi addobbi, recuperare l’albero sintetico, magari spelacchiato, dell’anno scorso. E si risparmia persino sul cenone: una famiglia su tre, secondo l’Adoc, rinuncerà al tipico pasto della tradizione. Anche perché per mettere insieme le portate natalizie si spendera, in media, 158 euro (1,6 per cento in più rispetto all’anno scorso).

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