15 Settembre 2004

E per fermare i prezzi i consumatori scioperano




ROMA – «Basta con la demagogia. La situazione economica del Paese ha bisogno di un atteggiamento costruttivo da parte di tutti». Con queste parole il presidente della Confesercenti Marco Venturi ha bocciato senza appello lo sciopero della spesa, iniziativa indetta domani per protesta contro il carovita da Intesaconsumatori. Le associazioni che ne fanno parte chiedono a tutti i consumatori italiani di astenersi per 24 ore da ogni genere di acquisto, per nulla dissuase dal dato reso noto ieri dall?Istat, che ha confermato come ad agosto l?inflazione sia rimasta stabile al 2,3%. «Come al solito l?Istat ha dimenticato di togliere una virgola per misurare il carovita», ha ironizzato Intesaconsumatori, secondo cui l?inflazione reale per alcune categorie, come i pensionati al minimo, «non è stata del 2,3 ma del 23%». La stessa organizzazione ha quindi duramente commentato il rinvio dell?incontro con i rappresentanti dei distributori di carburante previsto per oggi al ministero delle Attività produttive, attribuendone la responsabilità alla «potente lobby dei benzinai contraria a una riduzione dei prezzi». Prezzi che ad agosto, stando sempre all?Istat, hanno registrato nuovi rilevanti aumenti : 9,4% quelli della benzina verde e 10,1% quelli del gasolio. Allo sciopero della spesa hanno aderito anche alcune fra le principali organizzazioni sindacali, come la Cgil e la Uil. Circostanza che potrebbe conferire all?evento effetti non esclusivamente simbolici. Piuttosto fredda è invece la Cisl, la cui associazione dei consumatori, l?Adiconsum, non fa parte dell?Intesa. Anche l?Adiconsum, tuttavia, giudica «sottostimati» i dati dell?Istat, decretando (pur senza sostenere tale giudizio con ulteriori dettagli) che il ritmo di crescita dei prezzi al consumo si aggira intorno al 6-6,5%. Questa associazione chiede che il blocco dei prezzi fino a Natale negoziato a Torino dal ministro dell?Economia Domenico Siniscalco sia prolungato «almeno fino a marzo – aprile» e sollecita iniziative per stoppare i rincari delle tariffe.
Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ieri ha definito lo sciopero della spesa «una iniziativa assolutamente necessaria», sostenendo che «in questi anni abbiamo assistito a un aumento dei prezzi senza che vi fosse nessuna giustificazione economica». E il boicottaggio degli acquisti sarà sostenuto anche da qualche formazione politica, come il Partito dei comunisti italiani.
Nell?infuriare delle polemiche, mentre i commercianti rigettano le accuse, c?è pure chi trova una giustificazione all?aumento dei prezzi sottolineando come i negozianti abbiano dovuto far fronte negli ultimi due anni a un incremento senza precedenti degli affitti. La Cgia, associazione degli artigiani di Mestre che dispone di un ufficio studi piccolo ma attivissimo su ogni argomento, ha calcolato che dal 2002 gli affitti commerciali sono lievitati a Bari del 22,43%, a Roma del 21,95% e a Milano del 19,16%. L?unica città dove si è registrato un calo è Parma: -1,33%.


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